Non è caduto nel vuoto l'appello lanciato ai sindacati dal Casinò di Venezia, a essere parte attiva e propositiva nel tentativo di trovare un accordo per il rilancio della Casa da gioco che sia alternativo al bando per l'affidamento in sub concessione della gestione della stessa. Anche se certo, a scaldare gli animi, sono arrivate le notizie, rese note dal segretario dell'Alleanza di centro Francesco Pionati durante una sua recentissima visita a Venezia, in merito ai contatti tuttora in corso tra il Viminale e il sindaco lagunare Giorgio Orsoni, che avrebbe già ottenuto un sostanziale avallo da parte al Ministero dell'Interno alla procedura per l'affidamento in gestione, cosa ben diversa, come specificato dal Ministero stesso, dalla privatizzazione del Casinò, che deve restare di proprietà pubblica.
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Il Ministero avrebbe anche evidenziato la necessità di una gara a evidenza pubblica e assicurato che vigilerà attentamente sull'eventuale procedura. Tutte notizie che sono appunto arrivate mentre erano in corso trattative tra l'azienda e sindacati, questo dando seguito a quanto chiesto dallo stesso Orsoni, che aveva fissato per le fine di febbraio il termine ultime per trovare un accordo che evitasse il ricorso alla strada alternativa del bando.
Fatto sta che ieri i sindacati si sono riuniti per analizzare il documento presentato dall'azienda e soprattutto per redigerne uno alternativo: i lavori sono in fase avanzata, ma il testo finale non è ancora pronto, tant'è che con ogni probabilità sarà disdetta la riunione fissata con l'azienda per questo pomeriggio, quando le organizzazioni sindacali torneranno a incontrarsi per mettere a punto i dettagli finali e poi presentarlo. Nel documento si fa un'analisi della proposta aziendale, dalla quale scaturisce un giudizio non favorevole su alcune delle richieste avanzate, mentre per ciò che riguarda il progetto relativo all'online live e alla sperimentazione di giochi, i sindacati non sono contrari ma ritengono che si tratti di proposte inadeguate a un serio rilancio della Casa da gioco. Da qui la volontà di mettere sul piatto delle idee concrete che possano fungere da base per la discussione con l'azienda. Anche se come condizione preliminare per il dialogo c'è che la proprietà stoppi qualsiasi piano e trattativa per l'affidamento in sub concessione della gestione della Casa da gioco.
Si era ventilato che ieri il sindaco, nel corso del consiglio comunale, avrebbe fatto qualche dichiarazione in materia, ma le aspettative sono andate deluse. E chi vuole notizie certe circa la fattibilità ed effettiva intenzione della proprietà di affidare in gestione il Casinò, non può affidarsi alla risposta all'interrogazione del deputato Angelo Santori al ministro Cancellieri: "A oggi - dichiara l'onorevole a Gioconews.it - non l'ho ancora avuta ma tornerò a sollecitarla".
















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