Meno quindici giorni alla partenza effettiva dei nuovi giochi online tanto attesi dal mercato italiano, su tutti, poker cash game e casinò games. Non deve passare sotto gamba, però, neanche l'aumento a 250 euro dei limiti nella modalità tournament che, finora, era limitata ai 100 euro. Quindici giorni, dicevamo, poi si può iniziare a presentare i progetti di gioco che Aams dovrà approvare pezzo per pezzo. Si partirà subito col cash poi, dopo 30-40 giorni che tutte le piattaforme poker saranno pronte, presumibilmente, vedremo anche i primi giochi di casinò. E' la sensazione dei principali operatori che hanno già pronti gli incartamenti e i protocolli per il lancio dei nuovi games.
Mauro Roncolato "BIGpoker.it è pronta all'arrivo del Poker Cash Game" (Leggi)
Tuttavia l'ufficio Aams del gioco a distanza oggi verrà bersagliato dalle prime richieste dei concessionari visto che sono molti i punti ancora da chiarire anche se la soddisfazione per il rispetto dei tempi di attuazione da parte dei Monopoli di Stato è generale.
IL PROBLEMA DELLA TASSA DI CONCESSIONE - Il decreto spiega i meccanismi di raccolta per l'erario dal decreto del gioco online ma ci sono ancora dei dubbi su alcuni dettagli non trascurabili nell'economia delle nuove modalità di gioco. Nei tournament rimarrà il 3% di prelievo a fronte di un aumento del tetto massimo sui buy in da 100 a 250 euro (per i concessionari si prevedono maggiori guadagni). Il dubbio è sulla tassa di concessione dello 0,35%, una minaccia stando alle opinioni degli addetti ai lavori, soprattutto per alcuni giochi dove i margini di ricavo della piattaforma rischiano di erodersi a livelli risibili.
Alcuni esempi: su una slot da casinò che rilascia il 98,2% del giocato il 20% si applica all'1,8% restante. Ma non è chiara ancora la tempistica del prelievo: mensile o settimanale o a scaglioni differenti? E lo 0,35% come, quando e dove va applicato? I concessionari stanno già chiedendo ad Aams.
Ma se l'incidenza dello 0,35% sui casinò games sarà ammortizzabile, quella sul rake medio del 5% sulla modalità cash game rischia di generare una pressione fiscale notevole in grado di assottigliare ai limiti della sopportazione i margini delle poker room e dei providers di rete.
Un dubbio nel dubbio, visto che, a parte l'applicazione del famoso 20% sul rake generato, non si è ancora compreso quanto, effettivamente, potrà essere prelevato dalle poker room. Sulle pitafforma 'punto com' il massimo è di 5 dollari a piatto con una crescita progressiva, ovviamente, dai micro ai macro limiti di small e big blind obbligatori. Da capire anche come verrà pagata questa tassa. C'è chi dice che per i primi mesi si pagherà un forfait di 50,000 euro e poi verrà applicato lo 0,35% sull'imponibile stabilito dal decreto.
In questi giorni di stand by in cui la legge attende di essere promulgata sembrano essere questi i dubbi su cui lavorare per presentarsi al giorno stabilito con una concezione definitiva della struttura di tassazione del nuovo gioco online.
LA TUTELA DEL GIOCATORE E L'E-WALLET - E' una modalità che viene praticamente adottata già da tutti i concessionari di gioco a distanza. Consiste nell'autolimitazione del giocatore che decide di fissare a determinate cifre la sua spesa nel portafoglio virtuale della sua room preferita. Ovviamente, come avviene già in molti siti web, i parametri potranno essere reimpostati solo dopo un termine temporale fisso e stimato dai 15 ai 30 giorni dal giocatore stesso. Una garanzia di efficacia per un sistema che risponde alla responsabilità di gioco dell'utente stesso.
Ma i concessionari nutrono dubbi anche in questa sezione del decreto. In particolare, il dubbio in questo caso è di tutto il settore, cosa vorrebbe dire, "l'attivazione degli strumenti di autolimitazione da parte del giocatore e' obbligatoria, pena l'impossibilita' di accedere all'area di gioco"?. Un'imposizione nell'utilizzo degli strumenti di tutela? Sarebbe una bella differenza con le piattaforme 'dot com' che, pur prevedendo in alcuni casi questi strumenti, non obbligano nessuno a imporsi limiti di puntata. Siamo alle solite: il legislatore aumenta buy in e parametri e poi impone ai giocatori di autolimitarsi.
IL RISCHIO DI RICORSI E SOSPENSIVE - Tra gli addetti ai lavori sta serpeggiando l'ipotesi che qualche operatore voglia fermare l'attuazione del decreto qualora non dovesse rispondere notizie positive da parte di Aams sulla raccolta e sul prelievo erariale. Il discorso è chiaro: c'è chi reputa inique alcune imposizioni erariali e farà di tutto per modificarne i limiti. Se l'approccio del dialogo fallirà ecco pronto il solito ricorso al Tar. Siamo nel campo delle ipotesi, ovvio. Strano comunque che un decreto attuativo nella storia del gioco e di altri settori abbia risposto alla perfezione alle esigenze del mercato. Staremo a vedere.
















Twitter
Mister Wong
Digg
Del.icio.us
Slashdot
Furl
Yahoo
Technorati
Newsvine
Googlize this
Facebook
Wikio
Diggita
Kipapa.cc
Notizieflash
OKnotizie
Segnalo
Ziczac




.jpg)








.jpg)



