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Barbieri (Ascob): 'Messina, a rischio almeno 120 posti di lavoro'

Il presidente Ascob, Salvatore Barbieri, commenta con preoccupazione l'ordinanza sul gioco del Comune di Messina.

“L’ordinanza nasce da un'iniziativa, successivamente a una serie di consultazioni dell’amministrazione comunale dei rappresentanti di alcune associazioni che si occupano della tutela dei giocatori d’azzardo patologici. L’anomalia è che il provvedimento del sindaco non si basa su dati certi circa l’incidenza delle patologie del gioco a Messina e, paradossalmente, l’ordinanza arriva prima ancora che il sindaco abbia ricevuto anche una soltanto delle associazioni degli operatori che distribuiscono il gioco per conto dello Stato nel Comune di Messina. Noi di Ascob abbiamo chiesto più volte un incontro e siamo in attesa di essere ricevuti”.

Il presidente Ascob, Salvatore Barbieri, evidenzia con queste parole attraverso quale iter si è arrivati, a Messina, all'ordinanza sul gioco del sindaco Renato Accorinti che regolamenta gli orari di apertura dei locali con apparecchi per il gioco, limitando l’orario di esercizio delle slot e prevedendo una sanzione amministrativa da 25 a 500 euro in caso di violazioni.

Barbieri sottolinea che "dalle attività di gioco dipende l’occupazione di circa 120/150 addetti specializzati e un provvedimento restrittivo dell’orario consentito per il gioco mette a rischio l’economia delle famiglie di questi lavoratori, oltre a penalizzare le nostre attività. Così un provvedimento di limitazione degli orari va preso tenendo in considerazione anche le necessità degli operatori e, soprattutto, sottolineo come ha affermato più volte il Tar Toscana, che le attività nel gioco sono lecite e disciplinate da leggi statali e 'l’intervento dell’Autorità deve rispettare canoni di proporzionalità e ragionevolezza poiché anch’esse sono espressione di valori rilevanti costituzionalmente come la libertà di iniziativa economica'. Difficilmente si possono riscontrare ‘proporzionalità e ragionevolezza’ nell’ordinanza di Messina che è stata decisa senza il supporto di dati circa la reale diffusione del fenomeno del gioco d’azzardo patologico nel territorio comunale. Detto questo voglio precisare che non abbiamo mai negato la possibilità di conseguenze preoccupanti tra quei giocatori che praticano il gioco in maniera irresponsabile e infatti per questo abbiamo promosso iniziative a tutela degli utenti in collaborazione con esperti nella trattazione e prevenzione del gioco problematico”.

Barbieri si riferisce per esempio al fatto che l'Associazione Concessionari Bingo "ha sottoscritto una convenzione con l’Università di Firenze per un progetto di ricerca coordinato dal professor Massimo Morisi, dell’Unità di ricerca ‘Nuove patologie sociali’ insieme alla professoressa Franca Tani del Dipartimento di Scienze della Salute, corresponsabile scientifico del progetto stesso. La ricerca ha coinvolto giocatori distribuiti in diverse realtà regionali e ha evidenziato come esista una relazione stretta tra ‘gioco responsabile’ e ‘ambiente’ del gioco indicando una linea di azione che deve coinvolgere selettivamente tanto gli imprenditori quanto le amministrazioni locali di riferimento.
Con l’assessore alla Semplificazione e innovazione del Comune di Vicenza, Filippo Zanetti, sugli orari di slot e sale giochi nella sua città abbiamo pensato ad un progetto con interventi di responsabilizzazione e prevenzione del GAP. Lo hanno valutato soggetti titolati a farlo e lo abbiamo avviato per vedere se c’era un risultato. Oggi stiamo lavorando per migliorarlo.
Sulla base di questo lavoro abbiamo collaborato e continuiamo a collaborare con tante Amministrazioni territoriali con la finalità di auto-regolamentarci e, con grande rispetto del giocatore, trovare la modalità giusta per proseguire con le nostre attività che necessitano però, per sostenere le spese di gestione, di un orario minimo di esercizio garantito”.
Quanto alle iniziative in programma a Messina, "Continuo a chiedere un incontro con il sindaco, spero di poter illustrare le nostre ragioni e di essere ascoltato. Il gioco è un prodotto pericoloso ma quando vengono penalizzati gli operatori che rispettano le regole si offre un chiaro vantaggio a coloro che delle regole non si curano. Che esista una forte domanda di gioco è un dato di fatto, quando non c’è disponibilità dell’offerta legale questa domanda è costretta ad andare verso il mercato illecito e clandestino”.

 

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