Nel 2011 i 734 casinò (erano 883 nel 2010) dei 22 paesi aderenti all’Eca hanno incassato complessivamente 6 miliardi 976 milioni di euro rispetto, il 3 percento in meno rispetto al 2010. I giochi da tavolo hanno incassato 1,791 miliardi di euro, le slot 4,831 miliardi e 360 milioni di euro sono state invece le mance.
Le flessioni maggiori si sono registrate in Serbia (meno 26 percento) e, come previsto, in Grecia (meno 19 percento), ma sono negativi anche i dati della Romania (meno 15 percento) e della Spagna (meno 14 percento), mentre la Germania registra un meno 1 percento. Anche l’Italia risente degli effetti della crisi e dell’accresciuta concorrenza, con incassi inferiori del 9 percento rispetto al 2010.
Altre economie hanno tenuto di più: il caso più eclatante è quello della Lituania, con incassi in crescita dell’8 percento, ma hanno chiuso in positivo sia la Francia (più 1 percento) che l’Olanda (più 2 percento).
In totale i casinò hanno registrato 80.504.000 ingressi e dato lavoro a 56.973 addetti.
NUOVI INGRESSI NELL'ECA - Si tratta di dati certamente attribuibili anche a circostanze nazionali (dall'introduzione del divieto di fumo in Spagna alla pesantissima crisi greca) ma che devono far riflettere pure in ambito europeo, nell'intento di studiare nuove strategie per il rilancio dei casinò, magari in sinergia con quelle industrie che a diverso titolo hanno a che fare con il settore delle case da gioco. A tale proposito, l'Eca sta dando concreta attuazione al suo proposito di ampliare l'ambito associativo e gli associated member hanno approvato l'ingresso di Abbiati Casino Equipment tra i soci.

















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