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Aronica: 'Regolarizzazione operatori ha influito su spesa giocatori'

  • Scritto da Sara Michelucci

Il vice direttore dell'Adm, Alessandro Aronica, evidenzia l'importanza di una corretta informazione sui dati sul gioco e il contributo dato alla spesa dalla regolarizzazione degli operatori.

Milano - "Due anni di conduzione di questo ramo della amministrazione li abbiamo spesi per rendere i dati chiari e attendibili, dato che ci siamo resi conto che sul settore c'era una informazione piuttosto distorta". Lo sottolinea Alessandro Aronica, vice direttore dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, nel suo intervento al convegno "Gioco in Italia, un settorre a confronto", che si tiene quest'oggi, 19 giugno, a Milano. "La spesa sul gioco in Italia è di circa 19,5 miliardi, che non è certo poco. Prima ancora di una offerta di gioco, c'è una domanda di gioco importante. La tesi che una offerta di gioco crea domanda è eccessiva, anche se possiamo ritenere che se c'è una percentuale di verità, i provvedimenti che sono stati assunti sulla riduzione del gioco rispondono proprio a considerare in parte giusta questa tesi. Non ritengo però che bisogna utilizzare il termine 'bruciare' soldi nel gioco, dato che siamo in un settore che aspira a essere parte del comparto del divertimento. Dire che questa non è economia significa valutare le cose con delle tesi che sono state superate da tempo".

Aronica evidenzia: "Come amministrazione pubblica abbiamo ricostruito la serie storica dei dati del gioco dal 2006 al 2016 in modo tale che siano fruibili per tutti. Una parte importante del gioco illegale inoltre è stato legalizzato e la spesa sul gioco in dieci anni è aumentata di circa 7 miliardi di euro. Il processo di regolarizzazione di molti operatori è una parte di questo dato. La misura del distanziometro poi non va discusso mettendo in luce il concetto che poi si gioca online. Sono due cose differenti. Sulla pubblicità, poi, governo e parlamento hanno fatto un grande lavoro con la stabilità 2016. La pubblicità è chiaro che ha un valore soprattutto per il gioco online, ma ha il merito di differenziare il gioco legale da quello illegale, anche se il gioco, di per se stesso, non ha bisogno dell'elemento promozionale. Quindi attenzione a non inasprire i toni all'interno del settore del gioco". 
Aronica interviene anche sull'aumento del Preu, previsto dalla Manovra Bis: "Sull'aumento del Preu, tecnicamente dire che la tassazione degli apparecchi sfiora il 60 percento è ragionevole.
Sui dati, abbiamo affidato all'Istituto superiore di sanità una ricerca epidemiologica sulla dipendenza da gioco, dato che serve avere una visione chiara e certificata del fenomeno. Abbiamo detto ai concessionari di spendere più in ricerca sul settore e sulla prevenzione. La questione della patologia va ricondotta entro limiti prestabiliti, con una assunzione di responsabilità da parte degli operatori e di confronto con i territori. L'offerta legale deve essere un circuito in cui il soggetto vulnerabile è più protetto".
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