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Caritas Gaeta: 'Servono norme più restrittive contro il gioco'

  • Scritto da Redazione

La Caritas di Gaeta (Lt) chiede di emanare norme più stringenti per limitare il gioco e incoraggiare esercenti a disfarsi delle slot.

"Si agisca a livello di Distretto sanitario emanando regolamenti comuni in ogni città con l’obiettivo di incoraggiare gli esercenti a disfarsi delle slot machine, inserendo norme più restrittive per l’ubicazione delle sale gioco o delle macchinette mangiasoldi nei locali commerciali”.

A chiederlo è la Caritas diocesana di Gaeta (Lt) in attesa del decreto attuativo del riordino del gioco pubblico deciso in Conferenza Unificata Stato-Regioni ed enti locali a settembre 2017.

La Caritas diocesana di Gaeta poi passa in rassegna la diffusione del gioco nel sud Pontino, alla luce dei dati pubblicati dal Gruppo Editoriale Gedi. "Nei 17 comuni ricadenti all’interno dell’arcidiocesi di Gaeta la media della giocata pro capite nel 2016 è stata di circa 900 euro, il doppio di quella nazionale ammontante a 445 euro, mentre l’incidenza della spesa media per l’azzardo sul reddito è stata di circa il 6 percento. In totale sono presenti 1250 slot machine con una media di 7,5 apparecchi per 1000 abitanti; solo a Ventotene non sono presenti”.
 
 
In particolare, "Santi Cosma e Damiano, Comune con appena 7000 abitanti, ha il primato di 11,5 apparecchi per 1000 abitanti. Il comune che spende di più in assoluto per l’azzardo è Formia, con la giocata pro capite di circa 1400 euro all’anno", conclude la Caritas.
 
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