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Papa Francesco: 'Istituzioni disincentivino cause di usura'

  • Scritto da Redazione

Papa Francesco riceve in udienza privata la Consulta Antiusura e chiede alle istituzioni di disincentivare le cause di usura, fra cui il gioco.

 "Alla base delle crisi economiche e finanziarie c’è sempre una concezione di vita che pone al primo posto il profitto e non la persona. La dignità umana, l’etica, la solidarietà e il bene comune dovrebbero essere sempre al centro delle politiche economiche attuate dalle pubbliche Istituzioni. Da esse ci si attende che disincentivino, con misure adeguate, strumenti che, direttamente o indirettamente, sono causa di usura, come ad esempio il gioco d’azzardo".

Queste le parole con cui papa Francesco ha accolto il presidente della Consulta Antiusura, monsignor Alberto D'Urso, nell'udienza privata al Vaticano tenutasi sabato 3 febbraio.


"L’usura è un peccato grave: uccide la vita, calpesta la dignità delle persone, è veicolo di
corruzione e ostacola il bene comune. Essa indebolisce anche le fondamenta sociali ed economiche di un Paese. Infatti, con tanti poveri, tante famiglie indebitate, tante vittime di gravi reati e tante persone corrotte nessun Paese può programmare una seria ripresa economica né tantomeno sentirsi al sicuro.
Cari fratelli e sorelle, so bene che il servizio che rendete è gravoso: si tratta di collaborare perché il sistema economico-sociale sia umano e perché il messaggio evangelico possa illuminare il cuore e l’anima delle persone", ha sottolineato il pontefice.
 
 
Dal canto suo, D'Urso ha ricordato il lungo percorso fatto in questi anni dalla Consulta ed auspicato un lavoro altrettanto intenso per il futuro. "C’è ancora tanto da fare sia sul piano del contrasto all’usura e delle sue cause, sia su quello della prevenzione.
Il rischio di usura è in crescita, sottovalutato dai mass-media e quindi quasi ignorato
nella sua drammaticità dalla più vasta opinione pubblica. Ha tante cause: la principale fra esse è la mancanza o perdita del lavoro, a cui una martellante pubblicità ingannevole, permessa dai decisori pubblici, indica come rimedio il ricorso alla 'dea fortuna', con il solo risultato di creare nuove vittime, colpendo in particolare la parte più fragile di esse: i bambini, i giovani e le persone sole. Nelle nostre Fondazioni ogni giorno nascono progetti di solidarietà: ma non bastano. Le Istituzioni possono e devono fare di più e meglio per eliminare le sue cause.
Abbiamo chiesto ai decisori pubblici che per le famiglie vengano riconosciuti gli stessi
benefici di legge concessi a quanti esercitano attività economiche (imprenditoriali,
commerciali) nell’accesso agli aiuti economici che lo Stato mette a disposizione.
I nostri appelli attendono ancora una risposta.Occorre che la solidarietà venga allo scoperto, che accanto alle persone più sensibili, si mobilitino nella lotta all’usura le istituzioni nazionali e locali, le banche e tutti quegli enti che possono promuovere orientamenti di vita legati alla promozione della dignità della persona e del bene comune".
 
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