Nella relazione del secondo semestre 2011 della Direzione Investigativa Antimafia si parla anche di gioco. Si sottolinea tra le varie cose “l’infiltrazione di cittadini russi nel mondo del gioco d’azzardo e delle scommesse e del riciclaggio del denaro. Da evidenziare anche la progressiva affermazione dei gruppi cinesi nella gestione del gioco d’azzardo in strutture clandestine aperte anche all’esterno della comunità cinese”.
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Inoltre c’è “l’interesse di alcuni criminali cinesi al settore informatico: si sono verificati casi di uso di strumenti elettronici che interferivano sul regolare funzionamento degli apparecchi per il gioco del videopoker, consentendo così agli utilizzatori la realizzazione di consistenti vincite”.
Tra le varie operazioni effettuate dalla Dia si mette in risalto “il sequestro operato il 13 ottobre 2011 a Caltanissetta nei confronti di un pregiudicato per esercizio del gioco d’azzardo”. Secondo la relazione “l’indagato avrebbe accumulato illegalmente un patrimonio calcolato in 7 milioni di euro circa. Il sequestro costituisce la conclusione dell’operazione denominata ’Les jeux sont faits’, posta in essere dalla Squadra Mobile di Caltanissetta il 15 marzo 2011, durante la quale l’uomo era stata arrestato per frode informatica, truffa e peculato, in quanto avrebbe realizzato un sistema di gestione del gioco d’azzardo che, attraverso slot machine e software permetteva di eludere i controlli dei Monopoli di Stato”.
Ma non è tutto. “Dopo aver individuato flussi di scommesse ritenuti anomali dai Monopoli di Stato, il 23 settembre 2011 i carabinieri hanno eseguito un decreto di fermo nei confronti di 8 persone ritenute responsabili di associazione per delinquere finalizzata all’elusione di misure di prevenzione patrimoniale, esercizio di scommesse clandestine e riciclaggio di denaro di provenienza illecita. Tra le persone fermate vi sono un dirigente e un dipendente di una società di gestione informatizzata delle scommesse. Sottoposte a sequestro preventivo due agenzie di scommesse situate a Pimonte (Na) e Gragnano (Na), gestite da un prestanome. Inoltre è emerso il tentativo di espandere tale sistema in Emilia Romagna tramite la gestione occulta di agenzie di scommesse”. Sono state 19 le “segnalazioni di operazioni sospette inviate dagli operatori delle case da gioco della Lombardia all’Unità di Informazione finanziaria presso la Banca d’Italia”.

















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