Ancora guai per l'ippica italiana. Gli operatori del comparto non ci stanno più, e la protesta - annunciata più volte in questi mesi - inizia a prendere forma. Il coordinamento nazionale unitario composto dai sindacati di categoria Slc-Cgil, Fisascat-Cisl, Uilcom-Uil ha stabilito un primo pacchetto di 32 ore di sciopero dei lavoratori del settore dell'ippica, e una richiesta di incontro urgente all'Unire, ai ministeri dell'Agricoltura, del Lavoro e delle Attività Produttive.
"Confermano - si legge nel comunicato inviato - lo scenario, non nuovo, fortemente aggravato, nel quale tutti gli indicatori (tecnici, economici e di mercato) segnano una tendenza al peggioramento di una crisi che da anni sta strangolando l'ippica italiana, nella sostanziale indifferenza dei ministeri competenti e nella palese inadeguatezza dell'Unire, a disporre e attuare concrete soluzioni in grado di invertire la tendenza in atto. Gli effetti della crisi hanno conseguenze negative dirette sul piano dell'occupazione, mettendo maggiormente in difficoltà quelle realtà imprenditoriali attente al rispetto delle norme contrattuali e di legge, con un ulteriore aggravamento, anche sotto il profilo della legalità, di una realtà già fortemente connotata da lavoro irregolare e da scarso rigore nel rispetto delle norme". Il coordinamento vuole "mettere in campo tutte le iniziative utili a realizzare concreti e verificabili risultati sul piano della difesa, consolidamento, rilancio e trasparenza dell'occupazione". L'Unire, che già ieri ha avuto modo di rispondere ai vari operatori, ha assicurato che il "pagamento dei premi avverrà entro il 15 febbraio. Pensiamo di rispettare i 45 giorni che erano stati stabiliti - sottolinea il portavoce dell'ente, Gianguido Cellitti - mentre per quello che riguarda la tris forse problemi di ritardo ci saranno, ma dovuti solo a questioni tecniche".
LA PROTESTA DEGLI IPPODROMI METROPOLITANI - Intanto sul fronte ippodromi la situazione non è affatto serena. Milano, Roma, trotto e galoppo, e Ravenna non hanno firmato la proroga allo schema di convenzione con l'Unire che in un comunicato stampa ha sottolineato: "è stato preso atto che non tutte le Società di corse hanno firmato fino a questo momento la proroga convenzionale che le contrattualizza fino al 31 marzo 2010 e, con l'auspico che ciò possa avvenire entro il termine ultimo di lunedì 8 febbraio, il Consiglio ha dato mandato al Segretario generale di predisporre un calendario alternativo nell'eventualità di possibili sostituzioni". Gli ippodromi rivendicano, infatti, il riconoscimento dei contributi compensativi (otto milioni di euro) per la gestione dei centri di allenamento. Se la firma non dovesse esserci nemmeno questa settimana, l'Ente ippico potrebbe anche pensare di bloccare le attività dei quattro ippodromi, con conseguenze devastanti.
NOMINA DI BAGGIO E NUOVO ASSETTO - Intanto domani alla Camera si discuterà della nomina del nuovo presidente dell'Unire, Tiziano Baggio e con tutta probabilità si arriverà alla sua definitiva designazione, dopo il sì del Senato. Un passo che porterà ad un cambiamento nell'assetto stesso dell'Ente. La cosa che poi non si può fare a meno di notare è che nell'ordine del giorno dell'11 febbraio della Conferenza Stato Regioni e delle Province autonome c'è la votazione per il Consiglio di amministrazione dell'Unione nazionale di due rappresentanti regionali. "La cosa è strana - sottolinea Cellitti - dato che per statuto ne è previsto solo uno".












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