Il progetto di Lega Ippica, portato avanti da Confindustria Sit e anche in Parlamento attraverso tre diversi disegni di legge, continua a far discutere e, anche, a dividere. A tale proposito, infatti, l’esperto di ippica e scommesse Carlo Zuccoli torna a esprimere le proprie perplessità, sollevando preliminarmente un interrogativo di carattere generale.
“Il Governo, nell’ambito della cosiddetta spending review, ha soppresso l’Unire (l’ASSI non è mai esistita in quanto mai è stato fatto il Decreto istitutivo, mai è stato redatto il regolamento, lo Statuto, etc.), ma nessun componente dell’esecutivo, tanto meno il Ministro ‘ombra’ delle Politiche Agricole, ci ha detto che fine hanno fatto o che fine faranno i 600 o 700 milioni di euro di debiti dell’Unire. Sono stati forse assorbiti dallo Stato Italiano e quindi dai cittadini Italiani?
Il presidente del Consiglio e il suo esperto di spending review, il Dr. Enrico Bondi, dovrebbero rispondere a questa domanda anche perché il sistema bancario aveva detto chiaramente basta soldi all’Unire, tanto che non si sa come e quando saranno pagati i premi ai proprietari dei cavalli vincitori a partire da giugno fino ad arrivare a fine anno (espressa dichiarazione del Segretario Generale dell’Unire).
Gestione pubblico/privata, il progetto alternativo di Maisto (Ippodromo Pontecagnano): “Stop a imprenditori – prenditori”
Non si può parlare di evasione fiscale degli italiani se poi lo Stato si assume i debiti dell’ippica, regala soldi all’ippica, incapace di gestirsi.
Credo che questo interrogativo preliminare andasse posto anche perché nessuno si è mai fatto questa domanda”.
Zuccoli analizza poi la Lega Ippica, ossia il progetto Confindustria, sezione Giochi & Scommesse, osservando che “i capi della Lega e i baciati dai contributi dello Stato previsti dal programma” son i concessionari di scommesse e ippodromi, “tutti…. praticamente in stato di default”, alcuni anche alle prese con la vicenda delle maxipenali newslot, che vanno comunque a incidere sulle vicende e prospettive societarie.
“I soldi dello Stato, che la Lega chiede, dovrebbero salvare i bilanci di tutti questi soggetti. Altro che salvataggio dell’ippica e miglioramento delle razze equine. Chi fornisce premi, provvidenze, contributi agli ippodromi, etc.? Lo Stato naturalmente tramite l’Unire o altro Ente simile. Gli ippodromi continuerebbero a non essere imprenditori, ma società interamente assistite dallo Stato. Il Racino, termine che nessuno conosceva prima che il sottoscritto lo introducesse nel Documento S.I.R.E., e che ora tutti usano a sproposito, servirebbe solo a finanziare le società di corse. Le sale corse continuerebbero ad essere remunerate con il 42,50% del takeout. Il Totalizzatore Nazionale, che non funziona e che non può funzionare, come spiegato mille volte tecnicamente e praticamente, imposto nel 1995 dalla Cesenate Corse, dal Conte Guido Melzi d’Eril e dal Signor Gianfranco Fabbri (allevatori Trotto) con un Decreto della Commissione Finanze del Senato (Sen. Gualtieri socio Cesenate Corse), nel progetto Lega Ippica rimane, per assoluta incapacità dei soggetti componenti la Lega a proporre un sistema che funzioni e per non rinunciare agli aiuti di Stato. I proponenti del cosiddetto ‘riversamento’, che ha distrutto l’ippica, inequivocabilmente, sono alla testa della Lega Ippica. Dal momento che il Totalizzatore Nazionale non funziona e non può funzionare (ripeto per motivi tecnico – scientifici) le proiezioni della Lega ippica sui movimenti delle scommesse sono assolutamente prive di ogni e qualsiasi significato e sono frutto di pure invenzioni. Alcuni ‘peones’ del Parlamento Italiano portano avanti il Progetto Lega senza che ci sia una sola voce di protesta nel settore ippico. Viva”.
E LA LEGA INCONTRA IL SENATORE MURA – Intanto però la Lega Ippica Italiana prosegue nelle sue iniziative, ultima in ordine di tempo l’incontro con il senatore della Lega Nord Padania Roberto Mura, firmatario di un disegno di legge che mira a istituire una commissione per il rilancio dell’ippica. “È stato un incontro molto proficuo e costruttivo”, si legge in una nota della Lega Ippica Italiana. “Le parti hanno preso atto della compatibilità dei due progetti e della necessità, vista la grave situazione in cui versa il settore, di produrre una Legge di riforma in tempi brevissimi. I principi generali della proposta del senatore Mura sono stati condivisi da Lega Ippica, così come l’articolazione e la parte operativa del Progetto di Lega Ippica sono stati apprezzati dal Senatore Mura. Allo scopo di completare il lavoro di unione dei due progetti, sono previsti nuovi incontri per arrivare a confezionare un progetto unico che contempli i programmi di entrambe le parti.
L’obiettivo comune è di arrivare ad una profonda ristrutturazione del settore ippico, che lo riqualifichi e che consenta una totale autosufficienza nel giro di pochi anni, tanto da ricreare quelle prerogative che permettano alle aziende di investire nuovamente nell’ippica con fiducia”.

















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