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Bindi: 'Gioco online a Malta di interesse per criminalità'

  • Scritto da Gt

La presidente della commissione Antimafia sottolinea l'importanza del gioco online per l'economia maltese e chiede collaborazione sul fronte legalità, la deputata Sarti interviene sui bilanci.

Occhi puntati anche sul gioco online, nel corso della missione a Malta della commissione Antimafia. Rosi Bindi, presidente della commissione parlamentare, ha infatti evidenziato che "il gioco, soprattutto online, rappresenta una fetta importante dell’economia del Paese, circa un terzo del suo Pil, ed è interessante per le organizzazioni mafiose, che tentano di infiltrarsi nel settore legale usufruendo del sistema fiscale maltese e anche di qualche opacità nella registrazione delle società".

Ma oltre a richiamare le vicende giudiziarie, con i casi sollevati proprio dalla commissione Antimafia, che chiede cooperazione alle autorità maltesi, Bindi ha reso anche omaggio alla memoria di Daphne Caruana Galizia, giornalista uccisa da un'autobomba: "L'Italia ha una lunga esperienza di attentati e violenze contro giornalisti, magistrati, polizia e contro chi compie il proprio dovere, sottolineando come la giornalista sia stata uccisa perché ha fatto il proprio lavoro per informare il pubblico. Il presidente ha parlato di traffico di droga, immigrazione clandestina, gioco d’azzardo e contrabbando di petrolio come attività criminali di mafiosi italiani che usano Malta come base".

La delegazione è composta anche dalla deputata del Pd Laura Garavini e dalla collega del M5S Giulia Sarti che, anche in riferimento alle società di gioco, afferma: "Chiediamo maggiore trasparenza, non è possibile che non ci siano conseguenze penali per le società che non pubblicano bilanci, a Malta ci sono solo sanzioni amministrative ma non è previsto nessun reato". Secondo Sarti "le mafie oggi sono in giacca e cravatta e quindi abbiamo sollevato il problema dei professionisti maltesi che svolgono le loro attività facendo da collegamento con le mafie nostrane. Sulle rogatorie ci sono problemi di cooperazione e auspichiamo maggiore collaborazione per rispondere alle richieste delle procure italiane. C'è bisogno di maggiori relazioni tra i due Paesi e di uno scambio più proficuo: la nostra esperienza può essere utile per la società civile maltese". 

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