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Forlì, Noi con Drei: 'Comune riferisca su incentivi no slot'

  • Scritto da Redazione

I consiglieri Mario Peruzzini e Tatiana Gentilini (Noi con Drei) chiedono al Comune di Forlì di riferire sull'attuazione degli incentivi no slot.

 


"Contrastare, prevenire, ridurre il rischio della dipendenza dal gioco d’azzardo patologico e gli effetti correlati non sono questioni che si affrontano solo con le norme.
Come noto, il Consiglio comunale ha approvato da tempo mozioni e varianti al Regolamento urbanistico edilizio che dovrebbero limitare la possibilità di insediamento di tali apparecchiature.
Per rendere più efficace l’opera di prevenzione, a maggio 2016 nella delibera 18 il Consiglio approvava un emendamento (a nostra firma) che forniva agevolazioni economiche a coloro che rinunciavano ad installare slot machine. Ad un anno e mezzo di distanza non si hanno riscontri se tale delibera sia operativa".

Lo sottolineano, in una nota, i consiglieri del Comune di Forlì, Mario Peruzzini e Tatiana Gentilini (Noi con Drei).


"Sul tema del contrasto alla illegalità rileviamo che attività commerciali confiscate per reati di usura ed altro affidate al Comune, da anni sono in uso ad associazioni che a loro volta le hanno affidate a privati solo per attività commerciali e non sociali, come previsto dalle norme, anzi, per ritornare al tema iniziale, nel locale sono installate slot machine ampiamente pubblicizzate dai gestori, con parti dei locali non a norma e ristrutturazioni mai eseguite.
A fronte di diverse e pregresse contestazioni della Polizia locale, noi abbiamo segnalato da tempo la vicenda all’assessore competente (Legalità, gare ed appalti) ma nulla è stato fatto, solo preso tempo, evitando di rinnovare automaticamente la concessione scaduta a settembre e, nonostante doverosa intimazione a liberare i locali entro 15 giorni i gestori sostenuti dall’associazione che ha subaffittato il locale (in pratica di questo si tratta) continuano a svolgere l’attività commerciale in barba alle norme, senza avviare le doverose contestazioni o provvedimenti amministrativi del caso", ricordano i due consiglieri.
 
 
"Abbiamo a più riprese invitato il sindaco e l’assessore ad agire nella legalità ma, evidentemente, non si vuole pestare i piedi a certe associazioni che con la scusa di operare nel sociale di fatto pensano a far cassa. Riteniamo doveroso intervenire per ridare un senso di legalità ad un bene confiscato, indirizzando il nuovo bando verso associazioni che svolgono realmente attività sociale, soprattutto verso questi temi, quali ad esempio l’Associazione Libera.
Spiace infine registrare che il peso dei lavori mai eseguiti dall’associazione affidataria (quantificati oggi in circa 40mila euro, si voglia appoggiare sui futuri gestori, di fatto, escludendo associazioni no profit o impegnate prevalentemente sul sociale che non dispongono di capitali. Siamo preoccupati di questi atteggiamenti 'privilegiati' verso associazioni che hanno evidenti 'relazioni' con partiti e di conseguenza con il Comune di Forlì", concludono Peruzzini e Gentilini.
 
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