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Napoli, operatori: 'Ordinanza gioco non rispetta Conferenza Unificata'

  • Scritto da Fm

Dopo la nuova ordinanza sul gioco del Comune di Napoli fra gli operatori serpeggia lo scontento, in attesa del decreto attuativo dell'intesa fra Governo e enti locali.

Entrerà in vigore fra due settimane la nuova ordinanza sul gioco del Comune di Napoli ma non si fanno attendere le reazioni da parte degli operatori del settore, raccolte da Gioconews.it.

MIGLIACCIO: "OCCASIONE SPRECATA" - "Direi che questo provvedimento è inopportuno, essendo ormai molto vicino il decreto di attuazione dell'intesa fra Governo ed enti locali in Conferenza Unificata annunciato dal sottosegretario Pier Paolo Baretta o comunque le eventuali modiiche attraverso la legge di Stabilità", puntualizza Aldo Migliaccio, storico operatore napoletano. "Con questa ordinanza restano ancora in piedi le discriminazioni esistenti fra le diverse tipologie di vendita sul mercato: corner e Ctd sanati pssono rimanere aperti senza limitazioni mentre tutte le altre attività in concessione sono costrette ad attenersi ad un arco temporale di sole otto ore. Continua a rimanere il paradosso che mentre il Comune, da una parte, si vanta di avere salvato
l'ippica napoletana, dall'altra vieta su tutto il territorio di giocare alle corse dei cavalli il cui 90 percento si disputa proprio negli intervalli in cui non è consentito lavorare e per ultimo l'ordinanza non rispetta l'accordo Stato-Regioni che dovrà tramutarsi in legge e che limita a sole sei ore di chiusura l'intervallo nel quale gli enti locali possono intervenire. E' poi paradossale e solo frutto di demagogia pensare che qualche operatore possa firmare una convenzione che aggiunge a tutti gli oneri presenti oggi nel rapporto concessorio altri impegni e vincoli a fronte del vantaggio di poter aprire o chiudere con 60 minuti di orario sfalzato rispetto a quelli in essere", dice ancora Migliaccio, che conclude: "Il Comune ha perso l'occasione per normare prima di tutti applicando le regole stabilite in Conferenza Unificata, a meno che la città di Napoli non sia esterna alla Conferenza Unificata. Questa è una fuga in avanti del sindaco che farà opposizione a qualunque decreto lo vincoli".
 
VERONA: "ASPETTIAMO IL DECRETO DEL MEF" - "Questa ordinanza è una presa in giro. Un provvedimento che impone l'obbligo di non ricorrere a contenziosi mi sembra una decisione che ancora una volta colpisce chi raccoglie soldi per lo Stato come noi, i limiti orari restano di 8 ore e non rispettano neppure i termini dell'accordo fra Governo ed enti locali, che prevede l'emanazione di una disciplina in accordo con l'Agenzia delle dogane e dei monopoli. I limiti orari erano definiti per tutelare i ragazzi nelle fasce di entrata e uscita da scuola sapendo bene che ai minori è vietato l'accesso alle sale, e che, dati alla mano, sono più attratti dal gioco online, quindi questa ordinanza non significa niente, lascia tutto come prima e non fa altro che spostare la domanda e quindi la richiesta da un prodotto all'altro, specie verso l'online e l'illegalità che a Napoli come negli altri territori con ordinanze simili sta riprendendo piede", ribadisce Lorenzo Verona, vicepresidente e responsabile per le questione territoriali dell'associazione As.Tro.
"Siamo d'accordo sull'obbligo per i gestori e il personale dei punti gioco di frequentare corsi di formazione e di partecipare alle campagne di informazione dell'Asl: sono l'unica arma che si ha per limitare al massimo gli effetti del gioco patologico, dovremo però anche cercare di capire se le ordinanze fatte finora siano davvero efficaci. Mi aspettavo dal sindaco un'analisi degli effetti dell'ordinanza precedente. Noi abbiamo fatto le nostre proposte al Comune ma non siamo mai stati ascoltati né ricevuti, a differenza delle associazioni 'no slot', non è mai stato chiesto consiglio all'industria e i danni sono sotto gli occhi di tutti. E' evidente che non interessa la tutela dei cittadini dal Gap ma più che altro utilizzare qusto tema per avere visibilità sulla stampa. Noi intendiamo rispettare la legge, l'accordo fra Stato ed enti locali, ci aspettiamo a breve il decreto del ministero dell'Economia che deve raccogliere e precisare l'intesa stretta a settembre, quindi avremmo voluto che anche a Napoli si attenessero a quello", conclude il vicepresidente As.tro.
 
 
AS.TRO "OPERATORI NON ADERISCANO" -  L'associazione As.tro "sconsiglia ai propri iscritti l’adesione alla nuova ordinanza sperimentale varata dal Comune di Napoli, ricordando come la proposta associativa illustrata e discussa più volte con l’Amministrazione contenesse pratiche di controllo del gioco e di elevazione qualitativa della distribuzione (e della fruizione) dei servizi di gioco altamente superiori (e maggiormente tutelanti l’utenza), rispetto a quelli simbolici che si sono presentati nell’ultimo provvedimento. A livello più prettamente politico, infine, si segnala l’enfasi con cui la nuova ordinanza decreta l’efficacia di quella già in vigore, e quindi la necessità di mantenerne la sostanziale struttura. Sulla scia di quanto già osservato dal Tar Lazio, As.Tro chiede che sia data evidenza degli esiti delle politiche di contrasto al Gap, ovvero le statistiche epidemiologiche precedenti – concomitanti – e successive all’adozione delle restrizioni orarie (ammesso che esistano). Passi pure l’idea che a rovinare gli imprenditori del gioco legale non si fa peccato (che già è dubbio visto che il favore che poi si attribuisce alla criminalità che ad essi si sostituisce), ma per fregiarsi del titolo di curatori della salute pubblica ci vogliono i dati scientifici , e non bastano le ideologie".
 
 
GENNATIEMPO: "ENTI LOCALI CONTINUANO A LEGIFERARE" - Sulla stessa linea anche Marco Gennatiempo, presidente della delegazione di Sapar per la Campania: "L'ordinanza firmata dal sindaco di Napoli De Magistris è la conferma che l'accordo siglato fra Governo e Regioni è nei fatti privo di efficacia reale. Questo è l’ennesimo esempio, l’ultimo di una serie, in cui poi gli enti locali continuano a legiferare in maniera autonoma. Di fatto non c'è un vero progetto di riordino a livello nazionale, e soprattutto si concentra l'attenzione sulle sole Awp, facendo finta di non vedere la prorompenza e la pericolosità delle altre offerte di gioco. Se il gioco va riequilibrato va fatto in tutte le sue forme, altrimenti si cerca di favorire alcuni a discapito di altri, senza tutelare realmente i più deboli. La Sapar ha inviato sia al Mef che in Conferenza Unificata una documentazione che sottolinea le criticità dell'intesa, proponendo un format equilibrato di riordino di tutte le offerte gioco, anche quelle meno visibili, al fine di avere una volta per tutte delle linee chiare che garantiscano sia le aziende che investono nel gioco lecito sia l'utenza che ne usufruisce; purtroppo però le nostre osservazioni non sono andate a buon fine. È insostenibile ma soprattutto inaccettabile la lotta di potere in atto tra Stato, Regioni e Comuni, a discapito dei cittadini italiani, dei giocatori, dei gestori ed esercenti a favore delle multinazionali”.
 
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