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Preu non versato, Strata: 'Cassazione conferma il peculato'

  • Scritto da Redazione

La Cassazione conferma la configurabilità del peculato a carico del gestore che non riversa il denaro dovuto al concessionario.

 


"Il concessionario statale, quale agente contabile, riveste la qualifica di incaricato di pubblico servizio, atteso che il denaro che riscuote è fin da subito di spettanza della Pubblica amministrazione.
La natura privatistica del contratto tra il concessionario ed il gestore non incide in alcun modo sulla veste di incaricato di pubblico servizio conferita al soggetto che si occupa della riscossione del denaro raccolto (indipendentemente, dunque, dal fatto che tale soggetto sia legato o meno da un rapporto concessorio con la Pubblica Amministrazione)".

Sono i principi ribaditi dalla Corte di Cassazione, in una sentenza emessa il 5 ottobre 2017.


Perciò il gestore, incaricato dal concessionario di raccogliere l’importo residuo di gioco,
risponde del reato di peculato nel momento in cui si appropria del denaro senza riversarlo al concessionario. Sul punto, la Cassazione è ineccepibile, affermando “la sicura correttezza dell’inquadramento giuridico accertata a carico dell’imputato in seno al paradigma di cui all’art. 314 cod. pen.”.
 

Sulla vicenda l’avvocato Andrea Strata, che ha seguito il caso giudiziario nei tre gradi di giudizio per conto del concessionario, costituitosi parte civile nel processo, dichiara a Gioconews.it: “La sentenza è fondamentale perché, per la prima volta, la Cassazione ha affrontato il caso specifico del gestore di apparecchi da gioco che non restituisce il denaro raccolto al concessionario. La Suprema Corte accoglie perfettamente tutte le motivazioni di diritto che ho personalmente sostenuto da anni in casi analoghi. Azioni di questo tipo hanno una doppia valenza per il settore del gioco pubblico: da una parte, costituiscono un fondamentale deterrente a carico degli operatori che si comportano in maniera scorretta, poiché le conseguenze sanzionatorie del peculato portano il colpevole a dover scontare materialmente la pena in carcere e, dall’altra, consentono al concessionario di poter più agevolmente recuperare il credito, perché con il peculato si può ottenere anche il sequestro conservativo di tutti i beni riconducibili, direttamente o indirettamente, all’imputato”.
 
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