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Di Lello: 'Tutela erariale e sociale vanno di pari passo'

  • Scritto da Sara Michelucci

Per Marco Di Lello (Pd), segretario della Commissione Bicamerale Antimafia, bisogna reinvestire gli introiti di gioco in prevenzione e cura.

 

“Il gioco è nella tradizione e nel Dna degli italiani. Ma è necessario riformare l’intero sistema di gioco, dalle scommesse alle slot machine sia nei locali pubblici che online, dove i controlli risultano ancor più difficili”. È quanto pensa il deputato del Partito democratico, Marco Di Lello, segretario della Commissione Bicamerale Antimafia per cui cura l'indagine su Mafia e Sport. “Giocare non è certo un peccato, ma siamo consapevoli che il gioco può creare una dipendenza i cui numeri collegati sono ogni anno più drammatici e il legislatore ha il dovere di intervenire”.

Anche in vista del decreto ministeriale che darà attuazione dell'intesa raggiunta in Conferenza unificata sul riordino dell'offerta di gioco, in che modo si bilancia tutela sociale con quella erariale?

“Vanno esattamente di pari passo. Aumentare la tassazione sul gioco d’azzardo permetterebbe un maggiore introito nelle casse dello Stato che dovrebbe essere interamente reinvestito nella prevenzione e cura di malati di gioco. Nel mondo del gioco girano cifre impressionanti, come impressionanti sono gli introiti all’erario. Impressionanti però sono purtroppo anche i cittadini ludopatici, dipendenti cioè dal gioco d’azzardo in tutte le sue declinazioni”.

L'industria del gioco legale lamenta la possibile messa in crisi occupazionale, vista la carenza di chiarezza normativa, cosa ne pensa?
“La normativa va assolutamente riformata e resa chiara e applicabile. Detto ciò il legislatore ha il compito di guardare al bene comune e alla sicurezza e salute dei cittadini che, come accennavo poco fa, è sicuramente lontana dalle sale da gioco. I lavoratori del settore dovranno poter avere garanzie di riconversione dei centri scommesse con sostegno da parte del Governo, ma questo non vuol dire che possiamo consentire di lasciare il mondo così com’è”.
Non crede che misure troppo stringenti possano creare situazioni di riemersione della illegalità?
“Parliamoci chiaro, l’illegalità nel gioco non è mai scomparsa e il fatturato che ne deriva da quanto ne sappiamo è pari o addirittura superiore a quello pulito. I giochi online, le sale scommesse clandestine, le stesse slot machine taroccate nei locali pubblici esistono anche oggi. Lo Stato però ha il dovere di intervenire e di limitare l’accesso al gioco in locali lontani da scuole o centri ricreativi, limitare il numero di punti vendita nel territorio e porre sempre al primo posto la tutela della salute dei cittadini”.

 

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