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Pastorino (Sts-Fit): 'Liguria, regolamentare anche gioco online'

  • Scritto da Fm

Giorgio Pastorino illustra a Gioconews.it i contenuti della proposta di Sts-Fit per la nuova legge della Liguria sul gioco, con un occhio alla "questione Piemonte". 

 


"L'incontro di ieri è partito dalla discussione del ricorso del Codacons accolto dal Tar Lazio contro i fondi ministeriali da destinare alle Regioni per la cura del Gap: fatto che ha bloccato l'avvio di diverse iniziative anche in Liguria, dall'attivazione del numero verde al servizio per le famiglie e i malati in cura, fino alla campagna pubblicitaria, ma l'assessore alla Sanità Sonia Viale confida che tutto si risolva in tempi brevi. Al centro della riunione però c'è stata la necessità di approdare ad una legge diversa da quella vecchia, visto che tenderebbe a chiudere tutte le imprese tanto nelle città quanto in provincia, facendo grossi danni al tessuto commerciale esistente. Inoltre, è stato ribadito che in Conferenza unificata Stato-Regioni ed enti locali è stato comunque fatto un accordo e che, anche in mancanza del decreto, è quella la traccia su cui lavorare per la nuova normativa".


E' Giorgio Pastorino, presidente del Sindacato totoricevitori sportivi a scandire per Gioconews.it i contenuti l'incontro tenutosi ieri, 6 novembre, fra alcuni esponenti della Giunta regionale - il presidente Giovanni Toti, la vicepresidente e assessore alla Sanità Sonia Viale e l’assessore allo Sviluppo Economico Edoardo Rixi - e i rappresentanti delle associazioni di categoria del commercio e delle associazioni impegnate nel contrasto al Gap che ha prodotto l'impegno alla stesura di una proposta di legge condivisa entro il febbraio del 2018 e alla sua approvazione in Consiglio regionale prima di maggio. 
 

TROPPI PALETTI AL COMMERCIO - "Ora faremo una serie di proposte per mediare la nostra posizione con quella della parte sociale che al momento è abbastanza 'rigida'. Nell'incontro è emerso che la vecchia legge non era valida perché metteva troppi paletti agli esercizi commerciali e si è fatto notare che in Conferenza unificata non si è parlato di distanze dai luoghi sensibili ma di piani urbanistici, quindi ci troviamo di fronte a una scelta: cancellare la legge regionale e applicare i contenuti dell'intesa e del relativo decreto attuativo oppure no. Per il governatore della Liguria, Giovanni Toti, è meglio avere una legge regionale che faccia da cuscinetto e omogenizzi le posizioni dei sindaci, per ovviare all'emanazione di normative locali diverse. E' stato ribadito che il tema delle distanze è delicato perché i 300 metri di Genova non sono gli stessi di un paesino di provincia, e che ogni tanto i distanziometri sono eccessivi così come lo è il numero dei luoghi sensibili. Giusto che non si voglia una sala da gioco vicino ad una scuola ma non si può vietare tutto, e vietare alle imprese la possibilità di lavorare", sottolinea Pastorino.
 

LE PROPOSTE DI STS-FIT - Pastorino poi precisa i contenuti della proposta che Sts-Fit metterà sul tavolo della Regione Liguria. "Proporremo quanto già proposto al Governo: una razionalizzazione ragionata dei punti gioco, secondo parametri precisi, e la professionalizzazione di chi vende gioco, portando il tema della certificazione di sale ed operatori anche a livello regionale. Vediamo di fare un percorso che prevede corsi di formazione obbligatori, l'utilizzo della tessera sanitaria per accedere alle slot, la definizione delle caratteristiche dei locali per garantire un controllo più agevole, il rispetto dei divieti previsti dalle normative. La prima discriminante potrebbe essere capire chi può vendere gioco in modo professionale e chi noi. Poi la Regione ci ha chiesto di fare proposte specifiche sulla regolamentazione del gioco online: se ne parla poco, nonostante sia in crescita, ed è giusto che gli amministratori ne tengano conto, e bisognerebbe discuterne anche in in ambito nazionale", rimarca il presidente Sts-Fit.
 
 

LA "QUESTIONE PIEMONTE" - A preoccupare è un'altra Regione, che potrebbe scegliere la via della "moratoria" della normativa esistente (proposta dagli operatori): il Piemonte, dove dal 20 novembre, per effetto della scadenza delle autorizzazioni, in alcuni territori dovrebbero diventare fuorilegge oltre il 99percento degli apparecchi. "Ci stiamo confrontando con tutti, la situazione è grave e siamo alle porte di un possibile disastro. Sarebbe stato logico che dopo l'intesa sul riordino e in attesa del decreto attuativo si fosse sospesa la legge in vigore. Diversamente, potrebbero aprirsi dei contenziosi e spero che il Governo faccia qualche pressione sulla Regione Piemonte. Non si tratta solo di problemi erariali, ma bisogna ricordare che la Regione Piemonte come tutti era seduta al tavolo della Conferenza unificata, ed avendo firmato l'accordo sottoscritto da tutti gli enti locali dovrebbe bloccare la propria legge. Noi tutti stiamo lavorando con i singoli partiti per far presente la gravità della situazione", conclude Pastorino.
 
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