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Baretta: 'Gioco, riforma sia resa irreversibile'

  • Scritto da Anna Maria Rengo

Nel prosieguo dell'audizione in commissione Finanze in Senato, il sottosegretario parla ancora di gioco e delle questioni legate al decreto attuativo dell'intesa.

"Lo sforzo del senatore Giovanni Endrizzi per entrare nel merito è economiabile, ma traspare ogni volta un approccio proibizionista che è fuori contesto, di fronte a una realtà sfuggita di mano, piena di contraddizioni e che rischia di essere oggetto di attacchi quotidiani di tipo malavitoso, e che non si può affrontare con un approccio immaginifico".

Lo afferma il sottosegrario all'Economia Pier Paolo Baretta, proseguendo nella giornata di oggi, 21 dicembre, la sua audizione sui giochi in commissione Finanze in Senato e rispondendo alle sollecitazioni del senatorre pentastellato su temi come la mancata riduzione delle Vlt, la pubblicità, il supposto fallimento della lotta alla criminalità, il rinnovo delle concessioni senza indire una gara.

"Bisogna assumersi queste contraddizioni e fare il faticosissimo lavoro di riformare progressivamente la situazione, facendo sì che la riforma sia irreversibile e non possa essere messa in discussione. Questo è l'approccio che abbiamo cercato di portare avanti negli ultimi due o tre anni. Deve essere chiaro che c'è un cambiamento di approccio. Non do giudizi ma constato che per un lungo periodo di tempo i governi di diversi colori hanno affrontato la questione del gioco solo dal punto di vista fiscale. Non è casuale che ancora oggi il gioco sia competenza solo del Mef e che sia stato oggetto di riforma dalla delega fiscale. Sto proponendo che ci sia una riflessione di concerto con il minnistero della Salute, per esempio. Ancora, invece, si lavora in maniera parallela. Nel lavoro che ha portato al documento dell'intesa abbiamo raccolto sia quello che veniva dalla commissione Antimafia che dal ministero della Salute, ma in un'ottica di sensibilità, certamente importante, ma non ancora di sistematicità".

Il sottosegretario ribadisce inoltre, partendo da queste considerazioni di carattere generale, che la "misurazione dei risultati è legata al fatto che siamo abbastanza agli inizi di una inversione di tendenza nell'approccio complessivo della politica e delle istituzioni. Questa inversione di tendenza deve essere apprezzata perché deve diventare irreversibile".

Sul tema tema pubblicità, "Abbiamo introdotto un primo elemento di controllo e di riduzione con la fascia oraria di divieto, 7-22, sulle Tv generaliste. Abbiamo constatato  che è insufficiente. Ma qual è il passo successivo? Bisogna entrare nel merito, non basta dire 'aboliamo e punto'. O c'è una coesione della politica per fare dei passi in avanti e creare dei limiti, o altrimenti facciamo solo chiacchiere. Da parte nostra, abbiamo inserito nel contratto di servizio con la Rai il divieto di fare pubblicità. Non è vero che è fallito il lavoro di argine, non perché possiamo registrare tanti successi. ma perché essi non si misurano in poco tempo".

Baretta risponde anche sulla riduzione delle sole Awp: "Ci siamo assunti la reponsabilità di ridurre le Awp, perchè questa era la richiesta e perché per esse è più difficile il controllo dell'accesso da parte dei minori. Anche i distanziometri regionali si occupano della Awp, basti pensare alle norme piemontesi".

Nella discussione interviene anche il senatore del Gruppo Misto Giuseppe Vacciano, e in risposta ai suoi rilievi Baretta assicura: "Sulle Vlt ho dato indicazioni all'Agenzia di assumere l'impostazione che a ogni 100 euro corrisponda una sessione di gioco".

Infine, in conclusione dell'audizione, Baretta afferma: "Il decreto attuativo dell'intesa è pronto ma c'è un problema. Mentre il contenimento degli effetti sul bilancio della riduzione del numero delle Awp è abbastanza sotto controllo, non sono chiari, invece, l'impatto che produrrà la riduzione dei punti di gioco e le scelte delle Regioni. Se esse procedessero attraverso una soluzione sul tipo di quella del Piemonte, è chiaro che la soluzione sarà tale da complicare la realizzazione dello stesso decreto".

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