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Formazione operatori: via ai corsi e pure ai controlli, ma in ritardo

  • Scritto da Fm

I corsi di formazione obbligatori per gli operatori del gioco sono iniziati in molte regioni ma i relativi controlli no. In Umbria, ad esempio, partiranno a gennaio 2018.

Il "caso Piemonte" che sta tenendo banco in queste ultime settimane dell'anno non è che l'ultimo degli effetti della mèsse di leggi regionali per il contrasto al gioco patologico emanate dal 2012 in poi. 

A parte l'apripista Liguria, che ha optato per la moratoria di un anno della scadenza delle licenze sul gioco e la stesura di una nuova normativa meno restrittiva entro la primavera del 2018, le altre regioni proseguono spedite con l'attuazione delle norme fin qui approvate. Almeno sulla carta. Sì, perché a ben guardare, anche a distanza di diversi mesi dalla loro entrata in vigore, non tutte sembrano concretamente o completamente applicate.


Un esempio in questo senso è costituito dall'avvio dei corsi di formazione dei gestori e degli addetti delle sale da gioco, previsti obbligatoriamente da gran parte delle normative, Emilia Romagna in testa, ma in alcuni casi non ancora partiti. O, in altri, attuati ma non monitorati dalla stessa amministrazione. Anche se (o, forse, proprio per questo) lo stesso piano di riordino predisposto dal Governo e approvato dalla Conferenza Unificata prevede tra i futuri obblighi a livello nazionale anche la formazione degli addetti ai lavori.
E in questo senso l’avvio dei percorsi formativi a livello regionale poteva essere un importante banco di prova prima di arrivare alla disciplina nazionale. Finora, però, non è andata così: non in  tutti i territori. Eppure la mancata partecipazione a tali corsi, lo ricordiamo, comporta sanzioni amministrative pecuniarie molto elevate, con forbici comprese fra i mille e i 5mila euro in Lombardia e, addirittura, da 6mila a 10mila euro in Puglia, ad esempio. Sanzioni applicate dal Comune territorialmente competente, dopo i controlli a cura della polizia municipale e della polizia di Stato, i cui proventi in genere spettano al Comune, per il finanziamento dei piani di zona di ambito distrettuale per la realizzazione delle finalità della legge, ad esempio.
Ma a che punto è l'attuazione di tali norme e dei relativi controlli?
 
 
UMBRIA , CONTROLLI DA GENNAIO 2018 – Partiamo dall'Umbria dove la legge regionale del 2014 ha reso obbligatori i corsi di formazione per i gestori e il personale delle sale da gioco, avviati nell'autunno 2016. Un obbligo sul cui adempimento dovrebbero vigiliare gli agenti della Polizia municipale delle varie città, disponendo le relative sanzioni, con una serie di controlli – è emerso dalla nostra inchiesta, non ancora partiti nel capoluogo Perugia, in quanto "non informati ufficialmente dell'inizio dei corsi".
A rispondere a Gioconews.it su tale questione è Luca Barberini, assessore alla Salute, coesione sociale e welfare della Regione Umbria.
"I corsi di formazione per i gestori e il personale dei locali con apparecchi per il gioco d'azzardo lecito, che la legge regionale n. 21/2014 stabilisce come obbligatori, sono stati attuati secondo le disposizioni che la Giunta regionale ha adottato con la deliberazione n. 1159 del 10 ottobre 2016, preventivamente sottoposta, come stabilito dalla stessa legge regionale, alla III Commissione consiliare permanente, all’Anci Umbria e alle principali organizzazioni di categoria rappresentative degli esercenti delle sale da gioco. La deliberazione ha indicato il termine temporale per assolvere agli obblighi formativi in sei mesi dalla pubblicazione dell'atto. Sono quindi stati realizzati numerosi corsi, in tutto il territorio regionale, ad opera di agenzie formative accreditate, a cui ha partecipato un gran numero di operatori addetti alle sale da gioco.
A giugno 2017 è stata prodotta una modifica della legge regionale, che ha attribuito alle sale scommesse gli stessi obblighi previsti per gli esercizi con apparecchi per il gioco d'azzardo lecito. È quindi continuata l'organizzazione dei corsi di formazione, e abbiamo ritenuto opportuno attendere che anche questa platea di operatori avesse il tempo necessario per completare la formazione. I controlli pertanto saranno attivati a partire dal mese di gennaio 2018 e riguarderanno tutte le tipologie di esercizi indicate dalla legge regionale aggiornata", conclude l'assessore.
 

LOMBARDIA, CORSI DAL 2014 – Passiamo quindi alla Lombardia, probabilmente la più ligia di tutte nel tenere sott'occhio l'andamento della propria legge e nel fornire le cifre della sua attuazione. Se l'ultima relazione del Comitato paritetico di controllo e valutazione ha evidenziato un’insufficiente attività di monitoraggio da parte delle Polizie locali dei Comuni circa il rispetto dei vincoli restrittivi che la legge impone, come ad esempio i 500 metri di distanza dei punti gioco dai luoghi sensibili , sembra andare meglio in materia di formazione. "Il numero degli esercenti che hanno espletato l'obbligo formativo dal 2014 ad oggi è di 13.186 persone. I corsi realizzati in tale periodo sono 598", sottolinea Alberto Biancardi, dirigente dell'Unità operativa Strumenti per il governo del territorio. "Verranno organizzati a partire dal 2018 i corsi di aggiornamento obbligatori e i corsi per coloro che per motivi diversi (nuove aperture esercizi, nuovi responsabili) devono ancora assolvere tale obbligo.
È stato fatto quest'anno un monitoraggio sulle attività di controllo da parte dei Comuni, relativamente all'annualità 2016. A questo monitoraggio hanno risposto 439 comuni che hanno effettuato 2001 controlli e comminato 109 sanzioni di cui 19 per mancata partecipazione ai corsi".

MARCHE, FORMAZIONE AVVIATA - Fra le Regioni già dotate di una legge sul Gap che hanno visto da poco l'inizio dei corsi di formazione  ci sono le Marche ("normata" dal 31 gennaio 2017 e con una delibera di Giunta sulle linee guida per la formazione obbligatoria degli esercenti e del personale dal mese di luglio). "I progetti formativi - evidenzia Adonella Andreucci, del Servizio attvità produttive - possono essere proposti, in forma singola o associata, dagli organismi di formazione accreditati dalla Regione Marche (ai sensi delle delibere di giunta regionale 62/2001, 2164/2001 ed in conformità al modello definito ai sensi dell’accordo Stato-Regioni e Province Autonome del 20 marzo 2008), nonché dagli enti di formazione attivi nell’ambito dei centri provinciali per l’impiego. Il punto 10 della delibera di giunta regionale. n. 841/2017 (Attività di vigilanza da parte dei Comuni) ribadisce che, ai sensi comma 6 dell’art. 5 della legge regionale n. 3/2017, l’attività di vigilanza sarà svolta dei Comuni". In questo caso la scadenza per il completamento del percorso formativo è fissata dalla legge regionale al 3 marzo 2018. Per i nuovi gestori l'obbligo formativo è fissato entro 6 mesi dalla data di installazione delle apparecchiature da gioco.
 
 
ABRUZZO BLOCCATO DA TAGLIO FONDI - Fra le "ritardarie" invece c'è l'Abruzzo, che ha approvato la sua legge nell'ottobre 2013, ma "non ha ancora potuto dar corso alle attività previste nel Piano regionale sul Gap 2016-2018", come conferma Paola Fasciani, direttore Dipendenze patologiche dell' Asl Lanciano-Vasto-Chieti e referente regionale del Piano. Anche a causa della pronuncia del "Tar del Lazio che ha sospeso tutti i Piani regionali sul Gap e chiesto una rivalutazione degli stessi dall'Osservatorio del ministero della Salute".
 
 
TRA BUONI PROPOSITI E REALTÀ - Sembra del tutto evidente, quindi, che i buoni propositi perseguiti dalle amministrazioni locali attraverso le leggi contro il gioco patologico, rischiano molto spesso di finire in secondo piano, se non addirittura di essere accantonati, quando si tratta di attuarli concretamente sul territorio. Complice, senza dubbio, la mancanza di risorse e l’elevata complessità della materia che in più di un caso ha fatto emergere varie difficoltà operative di cui probabilmente gli stessi enti locali non si rendevano conto prima di mettere le mani sul mondo del gioco pubblico. Non a caso, risulta difficile reperire informazioni sui controlli dell'avvio dei corsi di formazione nelle due regioni che nei prossimi mesi rischiano di provocare un nuovo "caso Piemonte": l'Emilia Romagna, forse una delle più attive nell'organizzare tali attività, e dove il regolamento attuativo della legge sul Gap del 2013 impone ai Comuni di individuare i luoghi sensibili sul proprio territorio entro dicembre 2017, e la Puglia, dove il 2018 vedrà scadere le autorizzazioni esistenti. Con l'apertura di nuovi fronti e nella speranza - per il settore, ma anche per le stesse regioni - che l'esperienza maturata negli altri territori in questi mesi possa tornare utile. Per evitare grossi danni, per tutti.
 
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