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Legge Gap Toscana, gli operatori: 'Rischio effetto espulsivo'

  • Scritto da Fm

Riccardo Maestrelli, amministratore delegato di Novarmatic, e Raffaele Curcio, presidente dell'associazione Sapar, commentano gli effetti della legge toscana sul Gap.


Fatta la legge sul gioco, in Toscana non si fermano i commenti di operatori del gioco e politici sull'impatto della normativa. Sospesa fra l'introduzione della formazione obbligatoria il personale dei locali con offerta di gioco e l'ampliamento della definizione di 'nuova installazione', con tutte le conseguenze espulsive del caso. A dire la loro a Gioconews.it sono Riccardo Maestrelli, amministratore delegato di Novarmatic, e Raffaele Curcio, presidente dell'associazione Sapar.

 

MAESTRELLI "COME IN EMILIA ROMAGNA" - "Ci sono alcuni elementi che sono apprezzabili, fra cui l'introduzione della formazione per chi gestisce le attività di gioco. Abbiamo anche il divieto assoluto di pubblicità quindi un limite alle attività commerciali ma nell'ottica del contrasto al Gap ci può stare. Ma noto che rispetto alla legge precedente questa introduce un certo 'effetto espulsivo' del gioco legale, determinato dal non poter installare macchine in più, visto che vengono considerate 'nuove installazioni' e che è ammessa solo la sostituzione degli apparecchi obsoleti. Inoltre, si va a bloccare la concorrenza di mercato sia fra i gestori sia fra i concessionari visto che viene considerata 'nuova installazione' anche il cambio di concessionario. Quindi l'effetto di fatto è simile a quello della normativa dell'Emilia Romagna, introduce dei concetti che non sono drastici come quelli del Piemonte ma alla lunga possono generare effetti espulsivi anche per leattività già in essere". Parola di Riccardo Maestrelli, amministratore delegato di Novarmatic, uno dei maggiori operatori del gioco della Toscana. "Quanto all'introduzione dei compro oro e degli istituti bancari fra i luoghi sensibili, per me sono delle mine vaganti rispetto a chi apre attività di gioco, nascono come funghi e si spostano di continuo per la città. Apprezzo l'introduzione dell'obbligo della formazione del personale operante nei locali con offerta di gioco", dice ancora Mastrelli. "Sicuramente in questo momento storico è difficile prendere posizioni che non ostacolino il gioco, ed è altrettanto difficile che in tempi brevi, dopo le elezioni, si possa nuovamente intervenire sulla legge regionale, come ipotizzato dal presidente nazionale del Sindacato totoricevitori sportivi Giorgio Pastorino. Siamo in attesa del decreto sul contingentamento per capire quali sono i locali in cui installare apparecchi e e in quale numero, e poi del taglio previsto per il 30 aprile. Finchè il mercato non sarà stabile e non si sarà razionalizzato il sistema distributivo degli apparecchi sarebbe sbagliato fare modifiche alle leggi regionali. Quando i numeri saranno altri le riflessioni potranno essere altre. Dobbiamo aspettare che tali condizioni si verifichino e solo allora si potrà fare una valutazione piu precisa sull'impatto della normativa locale. Come imprenditore del gioco resto in attesa che la legge sul Gap venga recepita dai Comuni e che a loro volta modifichino i regolamenti in materia. Man mano che verranno emanati se rispettosi della norma regionale li valuteremo, ci confronteremo con le amministrazioni di volta in volta. Può succedere che alcuni la prendano alla lettera altri in modo piu restrittivo ma cercheremo di far valere i nostri diritti", conclude l'Ad di Novarmatic.
 

CURCIO "APPROCCIO SBAGLIATO" -  Dello stesso tenore le dichiarazioni di Raffaele Curcio, presidente dell'associazione Sapar. Sono stato e continuo ad essere molto critico sull'atteggiamento di Regioni, Comuni e Governo sulla crociata intrapresa sugli apprecchi da intrattenimento.
Tutti questi provvedimenti non avranno l'efficacia che si prefiggono, come dimostrato da Torino, che si sta riempiendo di totem ai quali nessuno potrà applicare i divieti previsti dalla legge del Piemonte per gli apparecchi legali. E in più non è così che si contiene il Gap, mi sembra che ci sia una certa malafede in proposito, si sta restringendo una sola offerta di gioco, non è battaglia a 360 gradi. A mio avviso è solo un input per tagliare tutta una filiera produttiva e dare il settore in mano a pochissime lobby, non c'è un'amministrazione che abbia ascoltato le proposte degli operatori e non ce n'è una che abbia vietato tutti i tipi di gioco, nonostante le statistiche degli ultimi anni abbiano evidenziato l'aumento di altri prodotti di gioco e specialmente dell'online, perché quindi fare una battaglia strumentale solo sulle slot? Sono molto critico sulla legge toscana che ha aumentato i luoghi sensibili e indotto un effetto espulsivo del gioco legale. Ha inserito divieti che diventano quasi retroattivi: un locale che cambia gestione non può più cambiare apparecchi, ciò vuol dire che in pochi anni non ce ne saranno più. Si fanno chiudere aziende, si mandano in fumo investimenti ma non si contiene il gioco patologico. La legge ha introdotto la formazione obbligatoria ma mi sembra quasi inutile dopo tutti i divieti introdotti, bisogna educare le nuove generazioni ad un approccio diverso al gioco e con questi provvedimenti non si fa, si sposta solo l'offerta da un prodotto di gioco all'altro, i giovani sono più attratti dalle nuove tecnologie e non dal gioco su rete fissa, preferiscono il virtuale. Non è questo il modo di approcciare il problema. Sicuramente non staremo fermi a veder chiudere le aziende, faremo azioni a loro tutela, ma dispiace constatare che in Italia ci si debba rivolgere sempre ai tribunali".
 
 
ROTINI (M5S): "ORA AZIONE NAZIONALE" - In parallelo, continuano ad arrivare i commenti politici sull'approvazione della normativa. "L’aggiornamento della legge toscana sul gioco d’azzardo porta con sé una novità importante, frutto di una nostra risoluzione approvata all’unanimità. La Toscana si farà promotrice a livello nazionale della sostituzione in legge della dizione 'gioco d’azzardo patologico' con 'disturbo da gioco d’azzardo'. Chi gioca si espone comunque a rischio, come da tempo sostiene la comunità scientifica. Per questo l’intera comunità, e le sue istituzioni in primis, devono prevenire quel comportamento", sottolinea Andrea Quartini consigliere regionale nelle file del Movimento 5 stelle.
"La Regione aveva già una buona legge sul gioco d’azzardo, ora l’abbiamo migliorata, ma fa solo riduzione del danno. Il fatto che si sia posta l’obiettivo di  migliorare la prospettiva in cui si legge il fenomeno non è da poco. Chi come me ha lavorato nel campo delle dipendenze sa che esiste un continuum tra essere sani e malati in questo ambito e nessuno può considerarsi al sicuro  esponendosi al rischio. Per questo dobbiamo alzare l’asticella della prevenzione: nel nostro paese il volume delle giocate è di 97 miliardi l’anno. Di questi 10 ne intasca lo Stato e altrettanti i concessionari. La differenza è che lo Stato spende poi 12 miliardi per curare le conseguenze del disturbo da gioco d’azzardo. Il vero problema quindi è l’ipocrisia con cui finora i governi hanno trattato l’azzardo: sul divieto di pubblicità non hanno fatto nulla e su questo hanno pesato anche i conflitti di interesse dei politici. Alcuni anche del Pd toscano. Un’azione seria nazionale sull’azzardo, come quella che abbiamo noi nel programma elettorale, sarebbe un aiuto alle famiglie divorate dal fenomeno, un colpo alle mafie che nel settore riciclano denaro sporco, un togliere fiato agli usurai. Vietiamo le pubblicità dell’azzardo, eliminiamo le concessioni e togliamo  alla lobby la possibilità di finanziare politi e partiti di destra e sinistra", conclude il pentastellato.
 
 
COMUNI PRONTI AD ADEGUARSI - Fatta la legge, ora starà ai Comuni applicarla, con l'emanazione di appositi regolamenti. “Si tratta di un provvedimento tanto atteso dal nostro Comune che ricordiamo essere stato uno dei precursori in materia di lotta al gioco d’azzardo, 'iniziata nel 2013 con ordinanza comunale e seguita dal divieto di nuove aperture e permanenza delle slot nei locali comunali", ricorda Alessio Pezzatini, capogruppo della lista civica Insieme per Rignano, nel Comune di Rignano sull’Arno, in provincia di Firenze. Il nostro impegno è stato riconosciuto dal Codacons nell’ottobre del 2016, che insieme a Bolzano e Napoli, ha conferito al Comune di Rignano sull’Arno il premio per il 'contrasto alle lobby del gioco d’azzardo'. Adesso che la tanto attesa modifica della legge regionale è avvenuta, finalmente possiamo portare in approvazione il nostro regolamento conforme alle nuove linee dettate dalla legge regionale”, conclude il capogruppo.
 
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