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Manovra fiscale e ippica: tra tassazione sul margine e richieste di rilancio

  • Scritto da Sm

Tassazione sul margine anche per l'ippica. Lo chiedono alcuni emendamenti alla Manovra fiscale e gli operatori prendono posizione.

Tra gli emendamenti presentati in Senato al disegno di legge di Bilancio per il 2018, ce ne sono alcuni che parlano anche di ippica e, in particolare, della tassazione sul margine da applicare anche al gioco sui cavalli. Per Aldo Migliaccio, storico operatore di scommesse, “è un momento storico. Per la prima volta tutto il settore ha trovato la convergenza sugli emendamenti sull'ippica. Il Collegato agricolo scade il 31 gennaio ed è quindi molto probabile che non concluderà il suo iter. Dopo dieci anni di attesa per la riforma ippica, tutti gli operatori coinvolti nella raccolta di scommesse insieme anche agli stranieri, che diventeranno futuri raccoglitori, sono d'accordo sulla nuova tassazione della quota fissa in analogia a quella sportiva, alla revisione e introduzione delle nuove scommesse e per il totalizzatore ippico".

Il presidente del Coordinamento Ippodromi, Attilio D'Alesio, dal canto suo afferma: “Purtroppo nessun emendamento ha sottolineato che l'ippica è uno sport a tutto tondo e che il cavallo è un grande animale da tutelare, in ogni modo, insieme alla filiera ippica tutta intera: ippodromi, allevatori, proprietari, professionisti e lavoratori.
L'ippica rappresenta una grande realtà sportiva, storica, culturale, sociale ed è gestita, dopo la chiusura dell'Unire, direttamente dal ministero delle Politiche Agricole e quindi ci saremmo aspettati una maggiore attenzione da parte del Governo e del Parlamento vista la grave crisi di questi ultimi anni. Purtroppo niente di nuovo. Molti ippodromi hanno già chiuso i battenti ed altri sono prossimi alla chiusura ed anche i Comuni (salvo Merano che almeno un emendamento lo ha fatto presentare) proprietari di ippodromi poco stanno facendo per tutelare i loro patrimoni. Avremmo voluto incontrare l'Anci, abbiamo chiesto da anni la costituzione di un tavolo di crisi, abbiamo chiesto l'istituzione di una Consulta Ippica, ma purtroppo non abbiamo ricevuto alcun riscontro.
Ma, sia chiaro, che la 'colpa' di questo stato di cose non è del Governo o del Parlamento o del ministero delle Politiche Agricole o del ministero delle Finanze, la 'colpa' è tutta nostra (filiera ippica) che non riusciamo mai a lavorare uniti ed a condividere e presentare una proposta di rilancio del settore.
A volte ci abbiamo provato ma purtroppo poi tutto è finito nel nulla come nel caso della rappresentanza unitaria. Il Cin, Comitato Ippico Nazionale. Le conferenze stampa unitarie del 2014, 2015, 2016. Le iniziative unitarie tra ippodromi e sindacati. E tante altre iniziative poi tutte fallite. Hanno sempre prevalso le divisioni , le liti interne ed i protagonismi individuali ed il risultati di tutto questo sono sotto gli occhi di tutti e le stesse commissioni parlamentari dell'Agricoltura ormai non ci ricevono più da anni.
Speriamo che tutto questo ci serva di lezione e che una volta approvata la legge di Bilancio e conosciuti i finanziamenti che lo Stato destinerà all'ippica per il 2018 si possa organizzare un incontro tra tutte le associazioni rappresentative dell'intera filiera e dare vita ad un soggetto unitario che possa interloquire con tutte le forze politiche che saranno impegnate in campagna elettorale.
Tra pochi mesi si voterà ed al nuovo Parlamento ed al nuovo Governo dovremo pur provare a presentare le nostre proposte per il rilancio dell'ippica. Nonostante tutto siamo ancora fiduciosi”.  
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