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Ippica, Ferrero (Anact): 'Lasciare posto alla politica del fare'

  • Scritto da Sm

Il presidente dell'Anact, associazione nazionale allevatori del cavallo trottatore, Valter Ferrero, fa il punto sulla situazione dell'ippica italiana, tra tagli e nuove mete.

"Sono venti anni che sento richiedere una riforma delle scommesse, gli altri giochi vengono promossi e variati secondo i gusti dello scommettitore, qui tutto tace, il prodotto è fuori mercato, mi dicono che con piccole modifiche si potrebbe provare a rilanciare, la filiera è disponibile a creare un prodotto adeguato (come in Francia), la promozione e la capillarità della raccolta farebbe il resto". Lo sottolinea il presidente dell'Anact, associazione nazionale allevatori del cavallo trottatore, Valter Ferrero, facendo il punto sulla situazione ippica nazionale, anche alla luce dei tagli a montepremi e corse per il mese di dicembre.

 

Pensa che la tassazione sul margine anche per le scommesse ippiche possa essere utilie per il loro rilancio?

“Utile per il rilancio è tutto quello che crea e produce utili per la filiera, non come le virtuali che non portano nulla nelle casse.”

La riforma dell'ippica contenuta nel Collagato Agricolo la convince?
“Assolutamente no, sono ormai cinque anni che vaga per cassetti ministeriali. È fallita prima di iniziare, credo che questa legislatura abbia esaurito il compito di traghettarci verso il prossimo giro; a questo punto è auspicabile che dopo le elezioni si provveda di concerto con Mipaaf e Mef a rilanciare il comparto. Siamo usciti dal tunnel, nei prossimi anni dovremo cominciare a raccogliere i frutti, utilizzando una metafora vinicola siamo al post metanolo, non ancora al Sassicaia. Si stanno vagliando soluzioni alternative, vedi ad esempio il Coni; l'importante è non avere la fretta della prestazione, come dice il proverbio... la gatta frettolosa fece i gattini ciechi.”
I tagli che ci sono stati per il mese di dicembre cosa comportano per il settore?
“Influiscono relativamente, peccato, peraltro, aver aumentato troppo nella seconda parte dell'anno per poi scoprire nell'ultimo mese che la coperta era corta".
Sul fronte allevatori qual è la situazione? Ci sono misure ulteriori da mettere in atto per tutelare questo comparto specifico dell'ippica?
"Per gli allevatori questi ultimi due anni sono stati proficui, non mi stancherò di ringraziare il Mipaaf per la sensibilità dimostrata nei nostri confronti, è pur vero che siamo il comparto di riferimento, sicuramente le misure di sostegno hanno dato i loro frutti, la produzione è aumentata del 15 percento, i puledri hanno acquisito valore ed interesse da parte degli acquirenti (vedi aste), i risultati nazionali ed internazionali sono molto confortanti, i nostri cavalli vincono in tutto il mondo anche corse prestigiose, vi sono normative europee penalizzanti al fine di permettere la libera circolazione ed il confronto tecnico in particolare con la restrittiva Francia, la politica ci deve tutelare in questo, siamo europeisti sia nel dare che nel prendere".
Da più parti si è chiesta unità al settore, pensa sia possibile e soprattutto è auspicabile?
"Sicuramente è auspicabile, ma molto difficile: il nostro è un comparto competitivo e frammentato specialmente nella categoria dei proprietari; essi non sono ancora riusciti ad avere un’unica associazione nazionale, per non parlare degli ippodromi i quali tendono a regionalizzare le categorie. Noi allevatori ed i gentlemen siamo gli unici coesi. Auspico che il prossimo anno ci si possa riunire tutti e proporre alla politica un progetto serio al fine di poter ripartire; per quanto mi riguarda, sicuramente sarò parte diligente".
Secondo lei è ora che si formi una nuova cultura ippica, che parta anche dagli operatori?
"La cultura ippica c'è: forse andrebbe attualizzata, gli antichi fasti e le vecchie rendite di posizione dovrebbero lasciare posto alla politica del fare e non del prendere, con imprenditori veri e non 'prenditori' obsoleti, la passione è quella che ci permette di superare le difficoltà e continuare a sognare di vincere il Derby o il Lotteria".
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