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Cardiello (Fi): 'Ippica, far crescere valore'

  • Scritto da Sara Michelucci

Il senatore di Forza Italia, Franco Cardiello, sottolinea la necessità di ottimizzare le giornate di corse e modernizzare ippodromi e scommesse.

“Il settore ippico paga lo scotto di risultare poco attrattivo ai nostri giorni ed, allo stesso tempo, non è stato mai supportato dallo Stato in maniera adeguata. Per questi motivi rischia l’estinzione. Per risollevarne le sorti occorrerebbe guardare con favore a una serie di iniziative, tra cui: l’unificazione nazionale e locale dei totalizzatori dell’ippica; l’ottimizzazione delle giornate di corsa, con una concentrazione settimanale a livello territoriale adeguata al bacino di appartenenza dei cavalli presenti nella aree geografiche di interesse degli impianti; la promozione dei piccoli ippodromi al fine di creare un indotto di produttività”. È questa la ricetta del senatore Franco Cardiello (Forza Italia) per rilanciare l'ippica italiana che da anni, come ormai noto, versa in una profonda crisi. 

Cosa pensa di quanto contenuto nel Collegato Agricolo? 

"Il rilancio del settore ippico può attendere, secondo il Governo Gentiloni, che ha spostato, con il decreto Milleproroghe, di ulteriori sei mesi, sino ad aprile 2018, il termine ultimo per la delega prevista dal Collegato Agricolo. Ritengo fondamentale portare avanti le linee guida tracciate e finalizzate alla razionalizzazione e al contenimento della spesa pubblica, relativa al riordino degli enti, società e agenzie vigilati dal ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali, per il riassetto del settore ippico e per il riordino dell’assistenza tecnica agli allevatori e la revisione della disciplina della riproduzione animale”. 

Gli ippodromi, a suo avviso, in che modo dovrebbero rinnovarsi? 

“Oggi gli ippodromi sono isole staccate dalla realtà, deve assolutamente nascere un fondo per il loro ammodernamento. E poi dovranno aprirsi alle città, fornendo ad esempio nuovi servizi all'interno degli impianti”. 

Le scommesse ippiche vanno rilanciate? In che modo? 

“Mi riallaccio al ragionamento precedente. Occorre una riduzione delle corse. Si corre troppo, sia nel trotto che nel galoppo. Molte gare sono poco seguite, povere, inutili. Bisogna ridurre le corse per far crescere il loro valore (sportivo ed economico) e diventa necessario renderle più spettacolari, ovvero competitive, in equilibrio. Solo in questo modo avremo nuova linfa ed attrazione delle scommesse ippiche”. 

 

Restando in tema di scommesse, a suo modo di vedere, in che modo si può combattere il fenomeno di quelle truccate in Italia? Vietarle per le serie minori potrebbe essere utile?
“È un fenomeno che in troppi sottovalutano. Grazie a questo business le mafie riciclano e aumentano il loro potere d’acquisto su altri settori. Occorre un rafforzamento del monitoraggio delle partite a rischio. In particolare Serie D e Lega Pro, dove le combine sono frequenti. Creare una black list delle squadre che, dopo aver appurato l’illecito, disputano partite a rischio sarebbe una delle soluzioni”.

Sul controllo delle corse e la lotta al doping si fa abbastanza?
“Non molto, per la verità. Emblematico è stato il caso dell’ultimo Palio di Siena. Senza un approfondimento della magistratura nessuno avrebbe capito che dietro il ritiro del cavallo c’era stato un uso di sostanze vietate. Il doping nell’ippica è come un cancro che sta mangiando gradualmente il settore. Pochi si arricchiscono mentre il resto è in agonia. C’è bisogno di ulteriori sforzi”.
In un momento di cambiamento generale per tutto il gioco pubblico italiano, non possiamo non chiederle cosa pensa del riordino portato avanti dal governo. Ritiene che ridurre il numero di slot e dei punti di gioco sarà utile a combattere la dipendenza da gioco e come si potranno fronteggiare le eventuali ricadute negative per l'erario?
“Su questa tematica sono assolutamente concorde con le decisioni governative. L’erario potrà rifarsi in altri settori, ma sul gioco d’azzardo 'legalizzato' bisogna essere molto responsabili”.

 

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