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D'Angelo (Agnano): 'Rimboccarsi di nuovo le maniche per rilancio ippica'

Il numero uno dell'ippodromo di Agnano, Pierluigi D'Angelo, commenta il decreto di classificazione ippodromi e mette in risalto alcune criticità.

“In risposta alle dichiarazioni del presidente Mario Masini, da sempre acuto e strenuo difensore del comparto, urge sottolineare che il parere del sottoscritto non è mai stato considerato, né richiesto, da quando è in vita questa legislatura, questi ministri e questo governo”. Lo sottolinea a Gioconews.it Pierluigi D'Angelo, presidente del Cda dell'ippodromo di Agnano, dopo le dichiarazioni del presidente dei proprietari del galoppo sul decreto di classificazione ippodromi.

“Altresì non ci si sarebbe intestarditi per tre anni su un progetto sbagliato sul nascere e, conseguentemente abortito, di privatizzazione approssimativa e non si sarebbero promossi come strategici tre ippodromi di disciplina al galoppo/ostacoli, quando è noto a tutti che  il movimento allevatorio e di proprietari nazionale si regge per numeri e risultati internazionali quasi esclusivamente sul trotto. Mentre il galoppo si è ridotto ad un club di pochissimi, seppur qualificati eletti, sia per numeri che per risultati internazionali, quasi inesistenti tranne rarissime eccezioni.

La realtà inconfutabile dice che i professionisti italiani sono in entrambe le discipline, di primissimo livello, ma sono oramai inseriti in un contesto che ne mortifica la valenza e le grandissime capacità. Napoli galoppo sconta una classificazione figlia di gestioni irresponsabili passate e di un taglio, quello di dicembre dei premi della piazza che ne ha mortificato il lavoro ed il conseguente ipotetico risultato, cosa che invece non è avvenuta per altre situazioni 'strategiche' figlie di dinamiche difficilmente comprensibili, se non con uno sforzo di intelligenza che non mi appartiene”, continua D'Angelo.

Comunque “il dado è tratto, le polemiche lasciano il tempo che trovano e bisogna cercare di rimboccarci per l’ennesima volta le maniche e lavorare per migliorare il prodotto e l’ambiente, ammesso che le dinamiche burocratiche che si sono ulteriormente aggravate con la attuale vacanza della posizione dirigente Pqai VIII, prima in capo alla dottoressa Finizio, (tra l’altro estensore della classificazione citata), consentano di individuare una remunerazione specifica per i vari ruoli degli ippodromi tale da permettere in maniera dinamica di migliorare e progredire complessivamente a livello di settore, in termini di fatturato, inquadrato mi auguro per il futuro finalmente in una unica ottica di ottimizzazione e produttività di risorse”, conclude.
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