Una nuova indagine sui conti gioco dei poker players italiani che ancora giocano (e non sono pochi) sulle piattaforme dot com sarebbe stata avviata dalla Guardia di Finanza anche se, attualmente, non esistono report ufficiali delle stesse Fiamme Gialle. Il caso di Filippo Candio, invece, che è stato tirato in ballo dalla stampa generalista in un'inchiesta che non lo riguarda, ha riaperto la riflessione sulle tassazioni del Fisco italiano sulle vincite riportate nei casinò live esteri.
Filippo Candio: 'Ma quale evasione fiscale? Ho collaborato con la Gdf'
LA NUOVA ONDATA DI CONTROLLI SUL DOT COM – Pare che da alcuni mesi la Finanza si stia concentrando sui conti di gioco dot com dei players italiani. I raffronti con le dichiarazioni dei redditi dei super grinder online cozzerebbero con importi di decine di migliaia di euro, se non di centinaia di migliaia che i giocatori guadagnano sulle room estere magari basate in paradisi fiscali. Ovvio che il Fisco vorrebbe vedere quegli importi nella dichiarazione dei redditi. La 'casella' è sempre la stessa, quella dei redditi diversi.
I players che hanno ricevuto la visita online o fisica della Finanza dovrebbero essere ancora pochissimi ma non ci sono riscontri ufficiali anche in questo senso e non si deve entrare nel panico più totale.
IL POKER LIVE FERMO AI CONTROLLI 2006-2009 – Il caso di Filippo Candio, come detto, riapre un dibattito che sembrava essersi fermato. Dopo la prima ondata di controlli la Finanza e l'Agenzia delle Entrate hanno riscontrato una pluralità di casi diversi tra loro che ha reso impossibile una standardizzazione del fenomeno. C'è chi ha pagato e chi no, chi ha fatto ricorso, chi l'ha perso e chi potrebbe vincere e chi ha scansato il problema. Ma le casistiche sono tantissime.
Candio, tirato in ballo dai giornali sardi e dal resto della stampa generalista in un'inchiesta di evasione fiscale che non lo riguarda affatto, ha addirittura chiesto al Fisco di collaborare per pagare il dovuto ma senza essere penalizzato o subire soprusi e tagli pazzeschi dai suoi guadagni.
Il player spera di creare un precedente per risolvere una volta per tutte il problema. Chissà se l'Erario sarà in grado di sedersi e riflettere finalmente una volta per tutte?
LE NORME RIMANGONO QUELLE - La norma dietro le vincite è sempre quella. Una specifica disposizione del Testo Unico sulle Imposte sui Redditi (TUIR) sancisce chiaramente che i proventi in questione, se connessi a prove di abilità, sono da considerarsi sempre come “redditi diversi”, ovunque prodotti (art. 67), per l'intero ammontare percepito nel periodo di imposta e senza
riconoscimento di alcuna deduzione per le eventuali spese sostenute (art. 69).
“Dalla consultazione delle fonti libere e dai conseguenti incroci informatici con le numerose
banche dati ormai a disposizione dell’Amministrazione finanziaria, è stato relativamente semplice identificare, in modo inequivoco, tutte le persone fisiche che si dedicano a questo passatempo, a volte con “ritorni” finanziari di non poco conto”, spiegavano nel 2011 dalla Gdf e dall'Ade.














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