Venerdì Set 03

Proposition player, un fumetto sul poker

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789_proposition_player"Raramente mi è capitato di vedere fumetti sul poker. In qualcosa mi ero imnbattuto, tipo alcune storielle Marvel analoghe, pubblicate nelle riviste antologiche stile Strange Tales e proposte dalla gloriosa Editoriale Corno negli anni settanta del secolo scorso. E, per restare in ambito marvelliano, rammento le periodiche partitelle a poker con Wolverine, la Cosa, Nick Fury e compagnia. Ma, ribadisco, una serie ambientata nei casinò e che vede come personaggio principale un giocatore professionista finora mi mancava".

E' l'attacco della recensione di Manga Forever sul fumetto Proposition Player, una serie proposta da Planeta DeAgostini, scritta dal celeberrimo Bill Willingham di Fables e disegnata da Ron Randall.

Il personaggio principale della miniserie, informano dal sito, è Joey Martin, un proposition player, appunto; cioè, un giocatore pagato per tenere i tavoli sempre aperti, in uno dei centinaia di casinò di Las Vegas. Joe è molto abile. Ma è l'unica dote che gli si può riconoscere. Per il resto, è un bastardo di prima categoria, sarcastico, sprezzante, insensibile. Ne sa qualcosa la bella fidanzata, Lacy, che lavora nello stesso casinò, e che Joe frequenta solo per divertirsi con lei. E ne sanno qualcosa anche i colleghi di lavoro che mal sopportano il suo atteggiamento. In un certo qual modo, Joey mi ha ricordato certi cinici dei libri di John Fante e il bravo Willingham si diverte, specie all'inizio della miniserie, a farlo esprimere come una versione di terz'ordine di un eroe hemingweyano.

LA TRAMA - Un giorno, però, le cose prendono una brutta piega: Joey, a causa di uno scherzo apparentemente innocente, si ritrova proprietario di trentadue anime e rimane coinvolto, suo malgrado, in una situazione dai risvolti sempre più assurdi e surreali. Un farsesco agente del Paradiso, Bill, si fa vivo chiedendogli le anime, dal momento che un commercio di tale genere non è appannaggio dei semplici mortali. Ma anche l'Inferno le desidera e incarica un suo rappresentante, la sexy e infida Mary, di convincerlo a cederle al regno degli angeli caduti. E la situazione si complica quando entreranno in gioco anche divinità provenienti dai pantheon più disparati. E quello che era incominciato come un fumetto ironico e comico si trasforma in una esilarante avventura dai toni fantasy.

Willingham è, come al solito, abile. I dialoghi sono divertenti e caratterizzati da un ritmo veloce, quasi da situation comedy, più o meno nello spirito del suo Jack of Fables, e la storia è leggibile a più livelli, pur essendo nel complesso un prodotto da entertainment. Spesso Willingham non si esime dal fare commenti sarcastici sulle religioni e sulle contraddizioni che le caratterizzano, nonché sull'anelito umano a credere comunque in qualcosa. Senza però arrivare mai alla blasfemia e alla provocazione fini a se stesse. Anzi, il fumetto è caratterizzato da un estremo buon gusto e ogni elemento è bilanciato in maniera sapiente, con un pizzico di allegro erotismo che non guasta mai.
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