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As.Tro: 'Monca riforma che si limita a riduzione 26% raccolta gioco'

  • Scritto da Redazione

L'associazione As.Tro evidenzia l'inefficacia di una riduzione che si limiti al 26 percento della raccolta del gioco pubblico.

“Nessun criterio è stato individuato per orientare la scelta dei concessionari circa l’individuazione dei nulla osta da 'sacrificare'”. Lo osserva l'associazione As.Tro, in una comunicazione agli iscritti seguente il varo del decreto ministeriale attuativo della norma di legge relativa alla “riduzione coatta” del numero dei nulla osta Awp.

“In quadro industriale in cui il concessionario è anche un competitor diretto del gestore, e in un contesto normativo in cui si continua a non valutare correttamente la differenza tra la titolarità del Noe e la proprietà dell’apparecchio, a cui si abbina il Noe. stesso, i rischi di abusi' ovvero di prevalenza di interessi economici di parte rispetto ai diritti contrattualmente acquisiti, esiste”.

As.Tro auspica che “il percorso attuativo della riduzione sia – da tutti – affrontato in osservanza della più stretta equità e della piena continenza rispetto al principio del pari sacrificio tra tutti gli assetti proprietari di Awp. Tuttavia, stante l’assenza di regole preventive nei confronti di condotte patologiche di prevaricazione, As.Tro invita tutti i propri iscritti al rigoroso monitoraggio delle procedure di riduzione a cui saranno sottoposte le Awp del rispettivo parco. Il comparto Awp si accinge – per primo – ad attuare quel ridimensionamento della propria offerta che tutto il Paese chiede all’intero settore del gioco lecito. Tuttavia una riforma di contenimento e riduzione che dovesse fermarsi al ventisei per cento della raccolta di gioco pubblico (questa è l’aliquota di mercato che rappresenta l’apparecchio light a moneta metallica) resterebbe monca, inefficace, foriera unicamente di un trasloco interno di ricavi tra i prodotti di gioco lecito.”

L'associazione si augura, pertanto, che “il governo intervenga quanto prima sul restante settantaquattro per cento dell’offerta di gioco, attuando altresì quelle limitazioni alla pubblicità che risultano oramai improcrastinabili”. 

 

 

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