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Pavia, Tar Lombardia: 'Sala giochi, chiusura sospesa'

Il Tar Lombardia sospende la chiusura di una sala giochi disposta dal Comune di San Martino Siccomario (Pv) 5 anni dopo l’apertura dell’esercizio.

 

Sulla base degli atti prodotti in giudizio, si ritiene "la sussistenza di un apprezzabile fumus boni iuris sia in ordine ai motivi inerenti la comunicazione di avvio del procedimento che in ordine ai titoli che legittimano l’attività, contestati a distanza di cinque anni dall’apertura dell’esercizio.
Inoltre, la chiusura immediata dell’esercizio non consente l’utile ricorso alla richiesta di misure cautelari sino alla prima camera di consiglio, prevista e fissata per il 4 dicembre 2017".


Queste le motivazioni con cui il Tar Lombardia ha accolto la domanda di misure cautelari inaudita altera parte proposta da una società di gioco contro il Comune di San Martino Siccomario (Pv) per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, del provvedimento di chiusura dell'attività notificato con un'ordinanza di inibizione dell'attività di sala giochi mediante apparecchi ex art. 110, comma 6 del Tulps e del Regolamento comunale per l'apertura e la gestione del gioco approvato nel 2010, tra l'altro nella parte in cui prevede l'autorizzazione comunale con rispetto del distanziometro e del requisito demografico (articoli 4 e 5 lettere a) e d).
Per l’effetto il Tar ha sospeso il provvedimento di chiusura dell’attività fino alla data del 4 dicembre 2017.

I giudici hanno fissato per la trattazione collegiale la camera di consiglio del 4 dicembre 2017.

 

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