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Piemonte, As.Tro: 'Mef sospenda Preu forfetario per Awp spente'

  • Scritto da Redazione

L'associazione As.Tro chiede al Mef di sospendere il Preu forfetario per le Awp spente dalla legge del Piemonte sul Gap dal 20 novembre.

"Ad impossibilia nemo tenetur, dicevano i saggi, ma chiunque si ponga l’interrogativo su come attuare – entro il 20 novembre – la rimozione delle 20mila Awp installate nella rete generalista del Piemonte giunge alla medesima conclusione.

Nell’ambito di un contesto così vasto come quello di una grande Regione, nessun magazzino aziendale è capiente per accogliere la totalità dei congegni collocati in esercizio, e da ciò deriva che – verosimilmente – molti di questi dovranno restare spenti all’interno dei pubblici esercizi ospitanti, con conseguente insorgenza del Preu forfetario.
Al fine di evitare tale ulteriore rovinoso effetto, che determinerebbe conseguenze economiche irreversibili, As.tro ha inviato una nota al Mef attraverso la quale si è descritta la situazione e si sono chiesti i provvedimenti idonei a scongiurare l’insorgenza del Preu forfetario".

 

Lo scrive, Massimiliano Pucci presidente Assotrattenimento 2007 – Confindustria sit a pochi giorni dall'entrata in vigore della legge regionale del Piemonte sul Gap, che ha inviato al ministero dell'Econonomia e delle finanze una nota per ovviare alle conseguenze della normativa in materia di Preu forfetario.
 
 

LA NOTA INVIATA AL MEF - "Come noto a codesto Ministero, la legge citata in oggetto impone a tutta la rete generalista (bar, tabacchi, circoli, ecc. ) della Regione Piemonte, di rimuovere gli apparecchi da gioco lecito della tipologia comma
6 lett. (a) dell’articolo 110 del Tulps (Awp), indicando come termine ultimo per l’adempimento della rimozione il 20 novembre.
Purtroppo, l’effetto del distanziometro metrico è tale da rendere (secondo perizie giurate depositate tanto al Ministero quanto alla Regione Piemonte) il 98 percento del suolo urbano come territorio sensibile (e quindi inidoneo a protrarre l’installazione di apparecchi da gioco lecito oltre il termine dettato dalla legge regionale per 'adeguarsi' alle distanze).
Si tratta di circa 20mila congegni per i quali non esistono magazzini per ospitarli secondo le modalità prescritte dalle norme di settore (ubicazioni sorvegliate, munite di spazio per un alloggiamento che consenta le verifiche ispettive e apparati Pda per censire telematicamente l’ubicazione a magazzino del congegno), a cui corrisponde un volume di raccolta lorda pari a circa 4 milioni di euro/giorno, equivalente a 760mila euro/giorno di Preu e 12.000 euro/giorno di mancato introito di canone Adm-Aams", si legge nella nota.
"Nessuna azienda, infatti, è attrezzata per il 'ritiro' di ogni suo congegno e pertanto non sarà possibile adempiere puntualmente ad un termine la cui violazione sarà sanzionata (oltre che con 6mila euro di pena pecuniaria amministrativa a carico dell’esercente e del proprietario del congegno), con l’apposizione dei sigilli del fermo amministrativo di cui alla Legge n. 689/81. Tale condizione impedirà l’accensione del congegno e la lettura dei contatori da parte delle rete con conseguente insorgenza del Preu forfetario in ragione di una base imponibile – per ciascun apparecchio – di circa 600 euro, ovvero tributo che nessun operatore è in grado di anticipare.
Attraverso la presente nota, pertanto, si chiede che idonei provvedimenti urgenti siano approntati affinché sia praticabile: la sospensione della insorgenza del Preu forfetario (similarmente rispetto a quanto disposto dal Mef nel caso di congegni rimasti sepolti dalle rovine dei terremoti) per le Awp della rete generalista della Regione Piemonte che cesseranno di essere allacciate alla rete elettrica (e quindi telematica) dopo il 20 novembre 2017, disponendo idonee sollecitudini presso il partner tecnologico di Adm-Aams (Sogei Spa) per le applicazioni eventualmente necessarie a tal fine. In subordine: vista la conclamata impossibilità di eseguire operazioni di radicale rimozione di apparecchi da contesti così vasti come quelli regionali, si chiede che siano adottati provvedimenti volti comunque ad equiparare – nell’ambito delle previsioni sanzionatorie - il congegno rimosso al congegno installato ma non usufruibile dall’utenza (esempio con schermo coperto o con assenza di monete all’interno degli erogatori determinante l’impossibilità di gioco). In tal caso l’apparecchio potrebbe restare allacciato al Pda della rete e trasmettere almeno i segnali fondamentali in grado di evitare l’insorgenza del Preu forfetario".
 
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