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L'antiriciclaggio non è un gioco: il National risk assessment per il Fondo Monetario Internazionale

In occasione di una importante manifestazione come la Social Media Week di Roma, andata in scena nel mese di giugno nella Casa del Cinema di Villa Borghese, si è tenuto un incontro focalizzato sui profili antiriciclaggio nel gaming dal titolo ‘Antiriciclaggio nel mercato dei giochi – vulnerabilità, presidi e tecnologia nell’online nel punto di vista per il Fondo Monetario Internazionale’.

 

 

Nel corso dell’incontro sono stati messi in evidenza i profili inerenti il comparto del gioco contenuti nel documento ‘Analisi nazionale dei rischi di riciclaggio e finanziamento del terrorismo con il quale il Comitato di sicurezza finanziaria ha illustrato nel 2014 l’analisi dei rischi nazionali di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo predisposta nell’ambito delle competenze di cui all’articolo 5 del decreto legislativo n. 231/ 2007.

Il Comitato di sicurezza finanziaria è presieduto dal direttore generale del Tesoro. Ne fanno parte, tra gli altri, rappresentanti del ministero della Giustizia, del Ministero dell’Interno, del Ministero degli Esteri, della Banca d’Italia, della Consob, della Guardia di Finanza, dell’Arma dei carabinieri.

L’analisi del 2014 descritta nel corso dell’incontro e nota come National Risk Assessment (‘Nra’) “è stata effettuata in applicazione delle nuove Raccomandazioni del Financial Action Task Force - Gruppo d’azione finanziaria (Fatf-Gafi), con l’obiettivo di identificare, analizzare e valutare le minacce di riciclaggio di denaro e di finanziamento del terrorismo, individuando quelle più rilevanti, i metodi di svolgimento di tali attività criminali, le vulnerabilità del sistema nazionale di prevenzione, di investigazione e di repressione di tali fenomeni, e quindi i settori maggiormente esposti a tali rischi”.

Si è ritenuto utile proporre l’analisi del documento in esame non solo per prendere coscienza di quali fossero le osservazioni proposte ai responsabili del Fondo Monetario Internazionale, quanto piuttosto per condividere che l’analisi conduce alla consapevolezza delle vulnerabilità del sistema in generale e nello specifico del gioco, che la consapevolezza delle vulnerabilità del sistema è il presupposto di un’adeguata mappatura dei rischi, che l’adeguata mappatura dei rischi è il presupposto per l’individuazione ed attuazione di presidi adeguati. Il tutto nella consapevolezza che come operatori si è giudicati e valutati sotto questa prospettiva anche per l’adeguatezza delle misure che vengono implementate.  L’analisi delle azioni ritenute opportune per il comparto del gioco completa la valutazione dell’opportunità della descrizione proposta.

Nel documento Nra si precisa che “il rischio che attività illecite e riciclaggio di denaro interessino l’economia italiana è considerato significativo ma, allo stesso tempo, il sistema di prevenzione e contrasto italiano appare nel suo complesso adeguato.” Tale affermazione rappresenta la sintesi complessiva del lavoro, che nei suoi passaggi intermedi interessa altresì la verifica di aspetti che interessano il gioco.

Per la valutazione del primo aspetto (secondo cui, come evidenziato, il rischio che attività illecite e riciclaggio di denaro interessino l’economia italiana è considerato significativo) l’Nra analizza il complesso fenomeno dei reati presupposto (tra cui la corruzione, i reati fallimentari e societari e l’usura, l’evasione, i reati tributari, la criminalità organizzata, il narcotraffico, gestione del traffico illecito di rifiuti, il reato di sfruttamento sessuale) per poi riconoscere che “l’attuale crisi economica ha offerto ulteriori opportunità alla criminalità di inserirsi nel tessuto economico (…) le difficoltà finanziarie, soprattutto di liquidità, possono indurre la crescita del fenomeno dell’usura, rendendo imprese e individui più vulnerabili ai tentativi della criminalità di estendere il controllo sull’economia legale e formale (…) la minaccia attuale che fenomeni di riciclaggio di denaro interessino la nostra economia è dunque giudicata molto significativa”.

Nell’analisi territoriale di ripartizione del rischio l’Nra fornisce uno spunto di riflessione sull’uso del contante: “L’uso del contante nel paese non è uniforme. Sulla base dell’assunto che il contante è una misura - ancorché parziale - del rischio di riciclaggio, si presenta un indicatore di rischio elaborato a livello provinciale. Si tratta di risultati preliminari di uno studio ancora in corso. Gli indicatori sono elaborati dall’Uif e fatti propri dal Csf”. La tabella allegata ripartisce i livelli di rischio da alto a medio-alto, da medio a basso in quattro categorie aggregando le provincie italiane sulla base del riscontrato quantitativo di uso del contante. Potrebbe valutarsi di inserire detti dati tra quelli indicati nelle procedure aziendali antiriciclaggio da tenere in considerazione al momento della analisi del rischio di operazioni di cui si stia pesando la natura eventualmente sospetta.

NELLO SPECIFICO - Il documento Nra, nel valutare il complesso di azioni previste ed attuate dal sistema Paese antiriciclaggio, giunge, come detto, a un giudizio di sostanziale adeguatezza. L’analisi riguarda, infatti, le banche (circa 700), gli intermediari finanziari in genere (circa 700 e 150 società di investimento), i professionisti (oltre 4.600 notai, 230.600 avvocati, 115.000 commercialisti), gli altri soggetti obbligati (tra cui gli operatori del gioco), nella consapevolezza che “gli obblighi non sono applicati da tutti in maniera uniforme. Di tale eterogeneità ne è un esempio il difforme grado di segnalazioni sospette inviate all’Unità di informazione finanziaria”. Tale ultima riflessione stimola senz’altro delle riflessioni sul tema della quantità di segnalazioni di operazioni sospette e sul tema della qualità delle medesime. Ad ogni modo, come anticipato, il documento Nra conclude asserendo che “nel suo complesso, il sistema di prevenzione e contrasto italiano appare adeguatamente rispondente rispetto alla minaccia che proventi di attività criminali possano essere reinseriti nel sistema finanziario ed economico”.

Nella valutazione del sistema a presidio dei rischi antiriciclaggio, riguardo al gioco, nel documento si precisa “Il comparto del gioco, sia illegale sia legale, risulta di altissimo interesse per la criminalità organizzata, per la quale ha storicamente costituito una importante forma di sovvenzione. Attualmente la criminalità mafiosa investe nel settore dei giochi acquisendo e intestando a prestanome sale da gioco, sia per percepire rapidamente guadagni consistenti (soprattutto se le regole vengono alterate per azzerare le possibilità di vincita dei giocatori o per abbattere l’ammontare dei prelievi erariali), sia per riciclare capitali illecitamente acquisiti.”

Una riflessione che spicca è data dalla consapevolezza cristallizzata nel documento del fatto che i rischi antiriciclaggio di area gioco di fatto interessano le attività illegali.

A ciò va aggiunto tuttavia che la guardia non viene abbassata nell’ambito del comparto legale per l’interesse che questo suscita nei confronti della criminalità organizzata. Nel documento si esplicita infatti che “l’interesse delle mafie verso il settore dei giochi non riguarda esclusivamente il gioco illegale ma si estende in modo significativo anche al perimetro delle attività legali del gioco”.   Dal tenore delle osservazioni operate nel documento Nra emerge che particolare attenzione potrà riporsi nelle fasi di valutazione soggettiva di identificazione degli operatori e di prevenzione e rilevazione di frodi.

Come è noto le tipologie di gioco legale interessate dalla normativa antiriciclaggio sono le concessioni aventi ad oggetto la distribuzione del gioco del bingo, delle cosiddette videolotterie, del gioco on line e delle scommesse su rete fisica.

Riguardo all’online, oggetto di interesse dell’incontro descritto, il documento Nra precisa che “tra le forme di gioco on line le piattaforme di gioco di altri paesi comunitari operanti in libera prestazione di servizi comportano vulnerabilità relativa molto significative in quanto i relativi flussi finanziari sfuggono completamente al monitoraggio delle autorità”, mentre per le altre concessioni nel documento si legge che “tra le forme di gioco su rete fisica vanno segnalati con vulnerabilità relativa molto significativa (rischio specifico rilevante e vulnerabilità molto significative) gli apparecchi da intrattenimento c.d. Vlt e le scommesse a quota fissa perché ben si possono prestare a operazioni di riciclaggio”.

Il documento Nra associa alle suddette vulnerabilità riscontrate relativamente al gioco un profilo di rischio tale da indurre azioni con priorità medio-alta in merito a “interventi operativi / regolamentari / normativi” e “potenziamento dell’attività di vigilanza e controllo”.

Infine, in considerazione della rischiosità dell’attività transfrontaliera, nello stesso documento si auspica una maggiore armonizzazione con l’entrata in vigore della IV direttiva di recente approvazione che vedrà entro i prossimi due anni gli stati membri impegnati nella dovuta implementazione. Tale circostanza induce a ritenere opportuno tenerne conto, per quanto possibile, anche nelle attuali valutazioni aziendali di rischio.

 

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