Normativa
A partire dal 1 marzo 2010 è entrato in vigore il decreto legge in materia di antiriciclaggio che obbliga gli operatori che svolgono l’attività di gestione dei giochi a procedere all’identificazione e alla verifica dell’identità di ogni cliente per vincite di importo superiore ai mille euro. L’obbligo vale per i concessionari del gioco pubblico e riguarda pertanto anche le sale bingo; per questa ragione FederBingo ricorda ai propri associati le nuove regole che prevedono di rilevare e conservare le generalità del cliente/vincitore assieme a copia dello scontrino della vincita e fotocopia del documento d’identità . “Tale documentazione –spiega la federeazione- dovrà essere conservata per anni 10 e presentata in caso di controllo da parte del nucleo di polizia tributaria”. Sul sito internet di FederBingo è riportato un esempio di modulo elettronico di rilevazione dati.
Cresce l'attesa per il prossimo martedì 9 marzo, giornata in cui il settore del gioco pubblico tornerà di attualità presso il Consiglio di Stato per vie di due ricorsi presentati dai Monopoli di Stato contro altrettanti provvedimenti emanati dal Tribunale amministrativo del Lazio: il primo - e,forse, più atteso - è quello relativo al bando di gara per la concessione del gratta e vinci, dopo l'annullamento del bando disposto dal Tar capitolino lo scorso 20 novembre in seguito alla richiesta del gruppo Sisal, rimasto fuori dai giochi per le lotterie istantanee, con la concessione che era stata momentaneamente affidata a Lottomatica -attraverso il Consorzio lotterie nazionali- già titolare della precedente concessione (per questa ragione, anche la stessa Lottomatica ha presentato ricorso al CdS). L'altro ricorso di Aams sul quale il Consiglio di Stato è chiamato ad esprimersi riguarda il settore del bingo e, in particolare, il gioco cosiddetto 'bingo interconnesso', anche questo annullato dal Tar con sentenza dello scorso ottobre.
Il gioco europeo e la Betting Association (EGBA) hanno accolto con grande favore le conclusioni dell'avvocato generale (AG) Bot, nel caso delle scommesse che coinvolge Winner Wetten (C -409/06) dinanzi alla Corte di giustizia dell'Unione europea (CJEU). Il parere conferma che il primato del diritto comunitario sulla legislazione nazionale di gioco non permette eccezioni o periodi di transizione. AG Bot ha respinto le argomentazioni della Germania e di altri Stati membri, che dovrebbe essere consentito di avere la possibilità di discostarsi dalle regole sovranazionali.
Pertanto gli Stati membri devono immediatamente interrompere l'applicazione di giochi nazionali nel caso in cui le normative non siano coerenti con il diritto comunitario.
IL CASO WINNER WETTEN - Il caso coinvolge Winner Wetten, una societĂ con sede in Germania, ma che opera per conto di un prestatore di servizi di scommesse online e concesso in licenza in base a Malta.
Altri Articoli...
- Vlt, pronto il via libera di Bruxelles, osservazione sul Cash game, stand still da valutare
- Aams: attivitĂ di comunicazione dei Concessionari dei giochi pubblici
- Antiriciclaggio: nuove disposizioni per casinò, agenzie di scommesse e (future) sale Vlt
- Dal ministro dell’interno requisiti per l'iscrizione nell'elenco prefettizio del personale addetto a controllo delle attività di intrattenimento
Pagina 1 di 7






Normativa














