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Social Media Week: tra nuove comunicazioni e gaming

  • Scritto da Alessio Crisantemi
  • Published in Generale

La Social Media Week torna a Roma: uno dei dieci eventi più innovativi e rivoluzionari al mondo che accende i riflettori anche sul gaming. E, quest'anno, si concentra sugli eSports.

Una settimana dedicata ai social media, alla tecnologia, allo sviluppo sostenibile e al gaming. In un connubio che si rinnova, dopo il successo delle precedenti edizioni. Stiamo parlando della Social Media Week, l'evento internazionale ritenuto tra i dieci appuntamenti più innovativi e rivoluzionari al mondo, che ha l’obiettivo di esplorare l’impatto sociale, culturale ed economico del web, del digital e dei social network. Una kermesse che dalla sua prima edizione capitolina del 2014 si è affacciata sul mondo del gaming, grazie alla partnership tra Business International, organizzatore dell'evento, e Gn Media, editore del network GiocoNews.it, raccogliendo un gran numero di adesioni e consensi e concedendo all'industria del gioco pubblico una vetrina di altro livello e un pubblico delle grandi occasioni. L'edizione di quest'anno si svolge da oggi 11 settembre al 15 presso la Casa del Cinema di Villa Borghese. Una location ormai collaudata, per un evento che continua a crescere, grazie al format innovativo e agli argomenti di estrema attualità. Del resto, la mission dell'evento è di aiutare persone e organizzazioni a connettersi attraverso la collaborazione e la condivisione di idee, esperienze, conoscenze e informazioni; ogni anno Smw coinvolge fisicamente nel mondo migliaia di persone in 26 città che rappresentano i cinque continenti. Il Main theme di quest’anno: “Language and the machine: algorithms and the future of communication”. Interrogandosi sull'impatto che le tecnologie stanno avendo sul nostro modo di comunicare, dalla nascita di Internet, del cellulare e del computer, abbiamo visto emergere nuovi elementi di linguaggio, come GIfs, emojis, video online, comandi vocali, chatbots e decine di altre forme. Un fenomeno che impatta enormemente sulla nostra società, sugli stili di vita e sul business. Approfondimenti, workshop, seminari e keynote affrontano quindi queste ed altre tematiche durante la settimana romana con importanti esperti internazionali. Insieme a molti momenti di networking (feste, aperitivi show cooking, anteprime di film, presentazioni di prodotti etc), dove i partecipanti del mondo B2B e B2C si incontrano e confrontano condividendo la passione per la tecnologia. Un contesto ideale per parlare (anche) di gaming.

eSports, tra gioco e comunicazione - Quest'anno, come si spiega nel numero di settembre della rivista Gioco News, oltre a tornare ad approfondire il tema del gaming online, soffermandosi sul segmento del mobile gaming, sempre più in ascesa durante gli ultimi anni, Smw apre le porte a un altro fenomeno che si sta rivelando sempre più di massa. Ovvero, gli eSports, le competizioni di videogiochi che spopolano a livello globale e che stanno prendendo sempre più piede anche in Italia. Un settore su cui scommettere, è il caso di dire. E in tutti i sensi. Visto che le competizioni tra videogiocatori rappresentano ormai una disciplina sportiva a tutti gli effetti. Al punto da essere stati inseriti tra le discipline delle prossime Olimpiadi del 2022, diventando così, anche nel nostro paese, un settore di competenza del Coni. E, quindi, una nuova materia su cui scommettere.
Ma a che punto siamo, nella Penisola con questo tipo di attività e che risvolti può avere nel settore del betting? È una delle domande a cui si vuole dare risposta con il convegno di Smw: “Chi scommette sugli eSports?”, in programma il 15 settembre alle ore 14,45, oltre a esplorare il fenomeno dal punto di vista dei numeri, delle potenzialità, dell'integrità e della sicurezza. A parlarne, sono esperti di gaming e betting, rappresentanti dei bookmaker, organizzatori di eventi e ricercatori con competenze specifiche sul mondo dei videogame come Rune Kristian Lundedal Nielsen, Assistant Professor, Digital Design Department IT University of Copenhagen, eSport expert; Laura D’Angeli, esperta in gaming e fondatrice della BU Gamification – Mag; Luca Pagano, giocatore di poker professionista, imprenditore ed angel investor di successo; Ferdinando Ferrero, direttore vendite italiane, Sportradar. Modera Alessio Crisantemi, direttore di Gioco News.
Mentre nel mondo continuano a diffondersi in maniera sempre più prepotente conquistando milioni di giocatori e un interesse crescente da parte degli sponsor. Per un fenomeno ormai esploso che vede i grandi brand internazionali – oltre ai grandi network – stanno investendo sempre più su questo mercato, che rappresenta sì una nicchia, ma piuttosto cospicua. Anche se non ancora certificata nei numeri, e ancora oggetto di studio (Nielsen, per la cronaca, ha appena creato un'unità specifica per il settore). Tanto più che bisogna considerare non soltanto il numero di players attualmente impegnati in maniera diretta in queste competizioni ma anche il cosiddetto “indotto”, costituito dal pubblico che segue questi eventi a distanza (quello a cui puntano i grandi network televisivi), fatto per lo più dagli ambitissimi “Millennials” a cui puntano le aziende di vario tipo, come Vodafone, McDonalds e tanti altri top brand in generale. Ed è proprio questo uno dei punti centrali del mondo eSports: si, perché il loro maggiore appeal nei confronti dei grandi brand, risiede proprio nella capacità di comunicare direttamente a quella generazione che sembra sempre più sfuggire ai tradizionali canali di advertising e che viene invece raggiunta attraverso il mezzo degli eSports. A proposito di nuove tecnologie e comunicazione: come da Main Theme di Smw 2017.
UNA SCOMMESSA PER LE SCOMMESSE - Ma il fenomeno, come noto, interessa da vicino – e molto – anche i bookmaker di tutto il mondo, essendo gli eSports ormai diventati una disciplina sportiva a tutti gli effetti sulla quale si può quindi scommettere. Anche in Italia. Nonostante le difficoltà che questo segmento ha incontrato nel nostro paese – alcune delle quali, più che altro, legate a fattori esclusivamente italiani che rendono le scommesse sugli eSports vittime di questioni etiche e burocratiche (al punto che le scommesse sulle competizioni disputate sul più popolare dei videogame non sono state inserite nel palinsesto dei bookie italiani a causa dei contenuti ritenuti violenti espressi dal gioco) – il fenomeno, dal punto di vista sportivo, è ormai esploso. E lo stesso sta per accadere a livello mediatico, con i principali network televisivi che sono in procinto di lanciare canali o contenuti dedicati alle competizioni elettroniche. E a quel punto tutto potrà cambiare anche per le scommesse, che da sempre viaggiano di pari passo con il successo mediatico di una disciplina. Basta guardare al clamore di queste ore nato attorno all'incontro di boxe di questa settimana a Las Vegas, che promette giocate da record, o ricordare il fenomeno ippico di Varenne, qualche anno fa, che rinvigorì non poco le giocate ippiche. O più recentemente, l'ascesa delle scommesse su sport “emergenti” (si fa per dire) come Motociclismo o il Tennis. Non è un caso, peraltro, che proprio la MotoGp, di recente ha lanciato un campionato di eSports dedicato al Motomondiale, che porta i player elettronici in pista, accanto ai piloti. Per un altro grande slancio per gli eSports, ma anche per le scommesse. E mentre in Italia il fenomeno è ancora allo studio della maggior parte dei bookmaker, all'estero si tratta già di un'attività più che consolidata. Si guardi per esempio al bookmaker Betway, tra i primi ad aver puntato sugli eSports, che sta investendo sempre più sul segmento. Chissà che lo stesso processo non possa essere seguito anche in Italia, dove l'offerta di eventi, in termini di competizioni di eSports, sta per essere lanciata nei prossimi mesi.
FAKE NEWS – Un altro convegno organizzato da Gn Media, editore di Gioco News, in programma il 12 settembre alle 17,30, dal titolo “Tra professionalità, controllo e tecnologia: la sfida alle fake news” ha come obiettivo quello di riflettere e approfondire un tema decisamente attuale come quello delle “fake news” al tempo dei social network e della comunicazione digitale. Argomento che anche se solo trasversalmente riguarda in alcuni casi anche il mondo del gioco. Come difendersi dalle attività anomale che rischiano di compromettere il ruolo del giornalismo e della comunicazione? La sfida è globale e la partita è da giocare su più campi: quello istituzionale, attraverso un’attività di controllo e repressione; quello tecnologico, valutando le possibili soluzioni informatiche per la prevenzione o l’individuazione dei contenuti “fake”; non ultimo, quello della professionalità e della qualità dell’informazione.
Su questi fronti sarà fondamentale conoscere il parere di Agcom, come regolatore del settore; di Google, quale leader mondiale della ricerca sul web, con servizi specifici riferiti a social ed editoria e dei rappresentanti delle categorie che rappresentano l’industria della comunicazione.
Un incontro che si prefigge lo scopo di proporre e ricercare soluzioni concrete per sconfiggere il fenomeno e garantire ai lettori la circolazione di contenuti di qualità anche sul web e nel mondo dei social. 
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