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Torino, commissione su promozione legalità: “Gioco lecito fondamentale per combattere illegalità”

  • Scritto da Redazione

La Commissione Consiliare Speciale del Comune di Torino di promozione della cultura della legalità e del contrasto dei fenomeni mafiosi, ha approvato stamattina la relazione finale e nel documento un corposo capitolo è dedicato al gioco. “Il tema – si legge - è stato affrontato partendo dal presupposto che il gioco legale è un’arma fondamentale per combattere la diffusione del gioco illegale, che è una delle principali fonti di finanziamento delle organizzazioni criminali. L’Agenzia Nazionale dei Monopoli di Stato, ascoltata in Commissione, ha sottolineato come la legalizzazione del gioco d’azzardo rappresenti l’arma più efficace per sottrarre questo mercato, e i relativi proventi, alle organizzazioni criminali, che si ricavano comunque uno spazio con la contraffazione delle macchinette non collegate al sistema centrale dell’Agenzia. A volte essa avviene anche all’insaputa del commerciante, altre volte rappresenta invece una forma ‘evoluta’ di pizzo. Esiste poi una fetta importante di gioco illegale da far emergere, che si ‘traveste’ da gioco legale in grandi centri scommesse che hanno la propria sede all’estero e che non sottostanno alle leggi italiane e non pagano le tasse nel nostro Paese. Partendo da questi spunti la riflessione si è ampliata con il coinvolgimento di altre commissioni competenti, poiché la diffusione del gioco legale ha degli ‘effetti collaterali’, ovvero l’ampio fenomeno della dipendenza da gioco, anche detta ludopatia, che è sempre più diffusa anche in considerazione del numero crescente di persone che giocano, misurabile tramite la costante crescita degli introiti che vengono dal gioco”.

 

I NUMERI – La relazione evidenzia come “da un approfondimento curato da Seldon ricerche si evince che a Torino sono presenti 1590 locali al cui interno sono presenti newslot e videolottery, cifra pari a circa il 25% della quota di locali con apparecchi sul totale piemontese, che porta a una movimentazione di 170 milioni di euro. Altro elemento che emerge è che la maggiore concentrazione di locali che consentono di giocare si rileva nelle zone più popolari della città e non in quelle residenziali.

La spesa complessiva del gioco a Torino è stimata pari a 400 milioni di euro nel 2011 e a 450  milioni di euro nel 2012, quindi è in crescita. Ovviamente questi dati non tengono conto della quota di gioco che sfugge al controllo delle autorità. Tra l’altro, comparando i dati di Lottomatica a livello nazionale con quelli della Guardia di Finanza a livello locale, emerge che, se a livello nazionale c’è un trend negativo rispetto al gioco, in Piemonte i dati continuano a crescere, fenomeno ancor più preoccupante in un contesto di crisi. L’Amministrazione comunale può marginalmente incidere sul fenomeno, anche se una recente sentenza della Corte Costituzionale (18 luglio 2014, n. 220) ha dichiarato legittimo l’intervento dei Comuni per limitare l’orario di apertura delle newslot di competenza comunale e concedere licenze a una distanza minima da luoghi sensibili, come scuole e Asl, tutte misure che sono alla studio della nostra Amministrazione, anche su sollecitazione della Commissione. L’indicazione della Commissione è anche quella di monitorare nel medio e nel lungo periodo l’efficacia delle iniziative che vengono prese per contrastare la dipendenza da gioco.

Infine, ma non meno importante, ricordiamo la sfida culturale di far crescere la consapevolezza sul significato della parola “azzardo”, che è davvero tale se, quando si mette una moneta in una slot, si pensa di vincere. La cultura matematica e scientifica è poco diffusa, quindi iniziative di educazione e sensibilizzazione in questo senso potrebbero aiutare a sollecitare la nostra dimensione razionale, distinguendo nettamente ciò che è presentato come “gioco” da ciò che è, in realtà, un vero e proprio azzardo.

 

LA MOZIONE - Per iniziativa della Commissione è stata presentata e approvata in Consiglio Comunale una mozione che sollecita una legge nazionale che preveda una riduzione dell’offerta, una delega alle Regioni per la cura dei giocatori patologici, un esplicito ruolo di regolazione affidato ai Sindaci, i quali dovrebbero avere potere decisionale su orari e modalità d’apertura, esprimere parere vincolante su nuove installazioni di gioco d’azzardo e cooperare attivamente nella costituzione di reti sovraterritoriali con Asl, Prefettura, forze dell’ordine per contribuire alla lotta alle organizzazioni criminali.

La commissione ha audito anche Lottomatica, che ha illustrato le iniziative che prende a contrasto del gioco illegale e l’impegno volto a tutelare dalle patologie di dipendenza dal gioco.”

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