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Chiusolo (Comune Benevento): 'Non ghettizzare il gioco'

  • Scritto da Fm

Mariagrazia Chiusolo del Comune di Benevento annuncia interventi contro il gioco patologico, ma senza creare ghetti e bypassare normative nazionali.

 

Complice il vuoto normativo lasciato dal mancato accordo fra Governo ed enti locali in sede di Conferenza unificata, almeno per ora, i Comuni continuano a contrastare il gioco patologico con le modalità più diverse. La maggioranza con ordinanze che limitano gli orari di accensione degli apparecchi, molti con regolamenti che vietano installazioni a qualche centinaio di metri dai 'luoghi sensibili' (con il presidente Anci, Antonio Decaro, che 'spinge' per un distanziometro omogeneo di 500), molto spesso senza cercare il confronto con operatori del settore. Ma c'è chi va controcorrente: il Comune di Benevento, come conferma a Gioconews.it Mariagrazia Chiusolo, presidente della commissione Politiche sociali.

 

"Stiamo analizzando la questione e verificando come affrontarla. Ovviamente non possiamo restare indifferenti al 'problema Gap', ma vogliamo partire dai dati sulla diffusione del fenomento e dal confronto con tutte le parti in causa. Per questo, stiamo svolgendo una serie di audizioni con rappresentanti della Guardia di finanza, dei Monopoli, delle associazioni di categoria e dei concessionari", sottolinea Chiusolo.

 

"L'obiettivo è promuovere una campagna di sensibilizzazione sulle conseguenze del gioco compulsivo, e poi promuovere una regolamentazione delle attività di gioco ma senza ghettizzarle. In vari regolamenti varati dai Comuni itaiani, sono state spostate fuori dai centri storici, in zone periferiche, ma noi non vogliamo farlo. Per quanto riguarda i limiti orari (che in alcune città sono stati tagliati del 50 percento, una misura ritenuta 'sproporzionata' dal Tar Veneto, ad esempio, Ndr) non possiamo andare contro le normative nazionali vigenti, non vogliamo esporci a ricorsi inutili", conclude il presidente della Commissione Politiche Sociali del Comune di Benevento.

Quella proposta dall'amministrazione campana, fra l'altro guidata da Clemente Mastella, è senza dubbio una modalità inusuale per la lotta al Gap, ma resta da vedere se riuscirà a realizzarsi visto che l'ente è chiamato a fare i conti con un problema ben più urgente: lo stato di dissesto, con un debito di 110 milioni di euro.
 
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