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Conferenza unificata, sindaci M5s: 'Gioco, tutelare poteri Comuni'

  • Scritto da Redazione

Con una lettera aperta, i sindaci del Movimento 5 Stelle chiedono ai presidenti delle Regioni di tutelare i poteri degli enti locali in materia di gioco.

 


"Il Governo propone una riduzione formale dei luoghi di azzardo, che diverrebbero però mini casinò non soggetti alle norme locali: dei porti franchi liberi di piazzarsi accanto ad una chiesa una scuola o un centro giovanile, divenendo più efficaci nell'andare a catturare nuove vittime.
Per evitare tutto questo, basta che una sola regione resista e il Governo non potrebbe più procedere con decreto legislativo: sarebbe necessario passare per il Parlamento dove, lo sappiamo, esiste una sensibilità contraria all'azzardo.
Chiediamo dunque ai presidenti di Regione, soprattutto a quelli che in questi anni si sono dimostrati più sensibili al problema, di essere coerenti con l'impegno di tutelare sempre e comunque i propri cittadini, garantendo la facoltà di Comuni e Regioni di regolamentare il fenomeno dell'azzardo. Ai nostri colleghi sindaci, invece, chiediamo di condividere il presente appello a sostegno di una battaglia di civiltà per il benessere delle comunità".

 

E' la richiesta avanzata dai sindaci del Movimento 5 Stelle, con in testa Virginia Raggi a Roma e Chiara Appendino a Torino, in una lettera aperta pubblicata su ilblogdellestelle.it, organo ufficiale dei pentastellati. Richiesta che arriva nel giorno in cui era in programma la seduta della Conferenza unificata che avrebbe dovuto decidere sul riordino dei giochi, poi rinviato.
 
GLI APPELLI IN EMILIA ROMAGNA E PUGLIA - Un appello in tal senso è stato lanciato anche dal consigliere M5s dell'Emilia Romagna, Andrea Bertani, verso Stefano Bonaccini, presidente della sua Regione ma anche della Conferenza delle Regioni e in Puglia gli otto consiglieri regionali pentastellati.

"È un appello che ci sentiamo di rivolgere anche pensando alle famiglie delle vittime dell'azzardo, ai volontari dei centri anti-usura e dei giocatori anonimi, alle tante persone che hanno messo a disposizione il loro tempo per organizzare gli SlotMob", dicono ancora i sindaci.
"Le comunità locali, insieme alle autorità di pubblica sicurezza e alle forze di polizia dislocate sul territorio, sono i primi sensori in grado di percepire i rischi per la salute, il degrado urbano e il diffondersi delle illegalità, dovremmo dunque riconoscere ai sindaci poteri autorizzativi e di diniego oltre che di regolamentazione.
In Conferenza Unificata Stato/Regioni si cerca dunque di convincere gli Enti Locali a rinunciare alle loro prerogative e ad accettare un compromesso sulla pelle viva delle persone".

"Per chi come noi, riveste il ruolo di Sindaco è un dovere morale, prima ancora che politico, intervenire su questa nuova alienazione che spesso porta una pesante dipendenza patologica e danni al tessuto economico e sociale.
In questi anni molte amministrazioni comunali hanno disposto, attraverso regolamenti e ordinanze, limitazioni di orari e distanze dai luoghi sensibili (scuole, chiese, luoghi di socializzazione) a tutela della salute delle fasce deboli, anziani e minorenni su tutti, e per ridare un volto più umano alla città. Lo hanno fatto affrontando i ricorsi dei gestori, supportati dai colossi finanziari della filiera. E la loro costanza ha vinto: negli anni le sentenze dei Tar, del Consiglio di Stato e della Corte Costituzionale hanno sancito che le norme regionali e le prescrizioni comunali in questo ambito sono legittime, anzi doverose. Sappiamo bene che un fenomeno di questa portata non si combatte solo con misure restrittive, ma anche promuovendo spazi sociali, sportivi e culturali, dove le persone possono sviluppare relazioni umane e coltivare quegli interessi che sono alla base di una società sana e consapevole. Ma è imprescindibile fronteggiare un mercato di massa che va a cercare le vittime nei contesti di vita e che porta solitudine, passività e degrado", conclude la lettera.
 
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