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Baretta: 'Proibizionismo non è la strada da seguire'

  • Scritto da Sm

Ad "Avanti il prossimo", in onda su Tv2000, si parla di gioco con il sottosegretario Pier Paolo Baretta.

"Dimezzeremo in due anni i punti gioco, oltre alle slot presenti sul territorio. Il punto controverso con le Regioni, perchè con i Comuni siamo più vicini a un accordo, è sulle distanze. Il Governo ha proposto una distanza di 150 metri da tre luoghi sensibili centrali (scuole, Sert e luoghi di culto), mentre la controproposta è stata di 300 metri da una serie infinita di luoghi. Se si vuole eliminare completamente il gioco, non possiamo essere d'accordo. Non possiamo spostare il gioco nelle sole periferie, magari degradando alcune zone.

Poi ci sono altri interventi che dovranno essere fatti, come quelli sull'online e la pubblicità. Manca sul primo una normativa europea che, invece, andrebbe fatta. Sul secondo punto, stiamo studiando ulteriori passi rispetto a quanto fatto in Stabilità. C'è bisogno di regole nazionali che siano anche più restrittive". Lo sottolinea il sottosegretario all'Economia, Pier Paolo Baretta, in occasione della trasmissione Avanti il Prossimo. "Sugli orari abbiamo accolto una richiesta dei sindaci di poter fermare il gioco delle macchine per sei ore. Non siamo arrivati alla definizione di un orario massimo, ma questo è solo un primo passo e c'è bisogno di attuare un percorso condiviso. Noi non siamo per il proibizionismo proprio perchè c'è il rischio dell'illegalità. Siamo aperti al confronto e anche a fare qualche correttivo, ma bisogna cambiare la tendenza sul gioco".

LE NOVITA' TECNOLOGICHE - Bisogna "poi intervenire sul tempo della giocata e nelle prossime macchine si giocherà solo con la tessera sanitaria", aggiunge Baretta.

LA CONFERENZA UNIFICATA - "Il prossimo 25 maggio ci sarà un nuovo appuntamento della Conferenza Unificata e speriamo di arrivare a una intesa", afferma Baretta.

Marco Dotti, giornalista di Vita e fondatore del movimento No Slot, afferma: "Il gioco d'azzardo è ancora un illecito penale, punito fuori dai casinò, si è chiamato gioco lecito come cavallo di Troia per immettere un virus in un corpo sano, ossia il corpo sociale. Bisogna poi fare un atto di chiarezza e dare i dati sul flusso di denaro che viene speso sui singoli giochi".

 

 

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