Il gioco con vincita è vietato ai minori di 18 anni e può causare dipendenza. Consulta probabilità di vincita su www.aams.gov.it
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Piemonte, sì al Piano sul Gap: manca solo il voto del Consiglio

  • Scritto da Fm

Sì della III e IV commissione al piano regionale del Piemonte per il contrasto al Gap, ora manca solo il voto del Consiglio.


Si torna a parlare di gioco al Consiglio regionale del Piemonte. Mentre proseguono le critiche e le difficoltà relative all'attuazione della legge che dal 20 novembre ha reso "fuorilegge" quasi tutti gli apparecchi installati sul territorio, nella aule della politica va avanti l'iter per l'approvazione della proposta di deliberazione sul Piano integrato di prevenzione e cura del Gap. 


Dopo il sì del Consiglio delle autonomie locali, oggi, 4 dicembre, è arrivato quello della III e IV commissione, riunite in seduta congiunta. Il testo è stato licenziato a maggioranza e quindi ora passerà al voto del Consiglio regionale, ancora da calendarizzare.


COSA PREVEDE IL PIANO - Il piano per la prevenzione e la cura del gioco d’azzardo patologico si sostanzia attraverso il potenziamento dei servizi sanitari dedicati alle dipendenze, la formazione di operatori, gestori e polizia municipale, l’avvio di campagne di informazione mirate e l'aggiornamento professionale degli operatori dei servizi socio-sanitari, dei gestori dei locali e del personale impiegato nelle sale gioco e nelle sale scommesse. Il finanziamento è di 6,8 milioni, di cui 3,7 messi a disposizione dal Ministero della Salute, il resto dalla Regione.
 
 
IL DIBATTITO - L’obiettivo - come ha sottolineato l’assessore alla Sanità Antonino Saitta - è contrastare il gioco patologico, informando sui pericoli della dipendenza e contenendone l’impatto negativo sulle persone più a rischio. Il documento attribuisce perciò grande importanza al tema della prevenzione e a quelli, strettamente correlati, della sensibilizzazione dei soggetti a rischio, attraverso per esempio - come ha spiegato l’assessore all’Istruzione Gianna Pentenero - il coinvolgimento delle scuole e della formazione e aggiornamento professionale degli operatori dei servizi socio-sanitari, dei gestori dei locali e del personale impiegato nelle sale gioco e nelle sale scommesse. Rappresenta un ulteriore passo in avanti per contrastare un fenomeno che ha potenzialmente conseguenze molto gravi sulle fasce della popolazione più deboli e vulnerabili, come giovani e anziani. Davide Bono (M5S) nel suo intervento si è soffermato sulle spese di comunicazione previste dal Piano, argomento trattato anche da Gian Luca Vignale (Mns), che ha rilevato anche una carenza per quanto riguarda la formazione nelle scuole soprattutto primarie e secondarie. Marco Grimaldi (Sel), sottolineando che la legge di contrasto al Gap non è una norma liberticida, ha evidenziato l’opportunità che le campagne d’informazione siano partecipate; per Domenico Ottria (Mdp), pur nella positività dei contenuti, andrebbe migliorato il piano attuativo della legge soprattutto per quanto riguarda il ruolo dei Comuni. Anche Andrea Appiano (Pd) ha fatto cenno a una certa debolezza di attuazione e ha messo in risalto l’importanza dei luoghi in cui fare prevenzione. Nella dichiarazione di voto, Gianpaolo Andrissi (M5S) ha chiarito che il suo Gruppo concorda con i contenuti sanitari del Piano, ma è perplesso in relazione ai costi della comunicazione: all’atto del voto pertanto, è stata garantita solamente la presenza.
 

37 SU 100MILA - La discussione del Piano in commissione è stata anche l'occasione per fare il punto sulla diffusione del Gap nel territorio regionale. Stando alle stime presentate oggi in Piemonte ogni centomila abitanti, 37 persone si rivolgono ai centri per la cura della dipendenza da gioco d’azzardo.
 
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