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Toscana, Spinelli: 'Gioco, stretta su distanze e formazione'

La Regione Toscana, con il presidente dell'Osservatorio sul Gap Serena Spinelli pensa a nuovi divieti per il gioco e all'introduzione dell'obbligo di formazione per i gestori.


Il 2018 porterà con sé anche la nuova normativa sul gioco della Regione Toscana, nata dalla fusione di due proposte di legge sul tema in discussione nelle commissioni competenti. Intanto, trapelano anticipazioni sui contenuti del testo, che prevede di rendere obbligatoria la formazione per i gestori e il personale delle attività con offerta di gioco e di estendere il distanziometro di 500 metri ad altri "luoghi sensibili" oltre a quelli già decisi dal 2013, vale a dire "compro oro" e bancomat.


Sulle norme è al lavoro il presidente dell'Osservatorio regionale sul Gap, Serena Spinelli, prima firmataria di una proposta di legge in materia protocollata il 29 giugno 2017 che definisce gli obblighi formativi rivolti ai gestori di centri di scommesse e spazi per il gioco, nonché i controlli e le sanzioni per l'inosservanza degli obblighi stabiliti dalla legge.

 

Una proposta in cui viene introdotta la possibilità per i Comuni di individuare altri "luoghi sensibili" oltre a scuole, luoghi di culto, centri socio-ricreativi e sportivi, strutture residenziali e semi-residenziali operanti in ambito sanitario e socio-assistenziali, ma definisce il divieto di nuove installazioni equiparando ad esse "la stipulazione di un nuovo contratto, anche con un differente concessionario, nel caso di rescissione e risoluzione del contratto in essere; l'installazione dell'apparecchio in altro locale in caso di trasferimento della sede dell'attività".
 
 
NUOVI DIVIETI A FIRENZE ED AREZZO - Nel frattempo, nelle principali della Toscana prosegue il varo di regolamenti comunali "no slot", proprio a ridosso le festività natalizie. A Firenze il consiglio comunale ha detto sì all'unanimità alle norme che vietano l’apertura di sale slot e l'installazione di nuovi apparecchi nel raggio di 500 metri da scuole, impianti sportivi, discoteche, parchi, sportelli bancomat e altri luoghi sensibili e introducono penalità nell’assegnazione di contributi e nel riconoscimento di canoni agevolati agli esercenti e siti di gioco on line bannati dal wifi comunale.
Ad Arezzo invece il nuovo regolamento per la tutela e il decoro del patrimonio culturale del centro storico non consentirà più, all’interno delle mura cittadine, di chiedere le autorizzazioni di legge previste per aprire nuove attività di sale giochi e centri scommesse anche in forma accessoria rispetto ad altra attività principale. Le attività a oggi esistenti, indipendentemente dalla continuità della gestione, non avranno le prescrizioni previste; tuttavia non potranno essere ampliate se non per comprovati motivi di sicurezza o igiene. 
 
 
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