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Rimini, Erbetta: 'Limiti al gioco pericolo per l'occupazione'

  • Scritto da Redazione

Il consigliere del Comune di Rimini, Mario Erbetta, mette in dubbio l'efficacia delle norme locali sul gioco e difende i posti di lavoro nel settore.

"Nella provincia di Rimini sono in cura 87 persone su 250.000. In 13 anni da 16 sono diventate 87 quindi 61 in più e negli ultimi anni erano anche calati. Stiamo parlando del nulla se si guardano i dati dei malati per alcol o fumo. È una battaglia demagogica. Se chiuderanno le migliaia di attività presenti in provincia e rimarranno senza lavoro migliaia di lavoratori tali costi sociali saranno 1000 volte superiori a quelli relativi alla cura di 87 persone".

Lo rimarca il capogruppo di Patto Civico al consiglio comunale di Rimini, Mario Erbetta, in una serie di lunghi post sul suo profilo Facebook, in cui mette in dubbio l'efficacia della legge regionale dell'Emilia Romagna per il contrasto al Gap.


"Parliamo un po' dei luoghi sensibili: esco da scuola e gioco alle slot. Falso. I ragazzi dalle statistiche non giocano alle slot ma alle scommesse online al massimo. La prova è data anche dai ludopatici in cura che sono tra i 35/50 anni come da dati Ausl. Esco dalla Chiesa e vado alle slot. Falso. Le maggiori frequentatrici della chiesa hanno un'età avanzata e al massimo giocano al lotto o al gratta e vinci. Esco dalla palestra e gioco alle slot. Stesso discorso fatto sopra per i ragazzi. Esco dallo studio medico e gioco alle slot. Falso perchè pensate veramente che chi va dal dottore dopo file sfiaccanti, dopo essere passato in farmacia a prendere i medicinali prescritti e aver pagato un botto di ticket abbia voglia di spendere soldi per giocare alle slot? E poi l'età dei pazienti ci riporta al gioco preferito dagli anziani e cioè il gratta è Vinci o il lotto. Vi salto i cimiteri e menate successive. È una legge demagogica che verrà abbattuta dal realismo giudiziario e che in caso contrario distruggerà famiglie e imprese provocando così un vero costo sociale", scrive ancora il capogruppo di Patto Civico.
 
"Bisogna essere realisti. Il gioco continuerà ad esistere che piaccia o no, in barba ai divieti di uno Stato etico. Che poi siano bische clandestine, casinò o scommesse online con gratta e vinci poco importa. La parte ludica dell'essere umano esiste e va solo educata al gioco. Vietando non si risolve nulla. La storia lo insegna. Bisogna educare le nuove generazioni ai pericoli del gioco e a giocare in modo consapevole. Proibire oggi è solo demagogia. La rete è a portata di tutti, i bit coin sono quotati in borsa e noi pensiamo di vincere la ludopatia chiudendo le attività e proibendo le slot? Bisogna svegliarsi. Ci vogliono regole certe ed educazione al gioco. Solo così si riuscirà a vincere la ludopatia", conclude Erbetta.
 
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