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Casero (Mef): 'Tasse su gioco considerate come non tassazione'

  • Scritto da Sm

Focus anche sulla tassazione sul gioco nel seminario della fondazione Magna Carta.

"L'opinione pubblica considera le tasse sui giochi o sui tabacchi come una non tassazione. Vuol dire che il tema è prima di tutto culturale. E' importante prima capire cos'è il sistema economico per poi pensare a come intervenire per assicurare certezza fiscale e regolatoria". Lo afferma il viceministro dell'Economia, Luigi Casero, in occasione del seminario della fondazione Magna Carta, dal titolo "Certezza fiscale e regolatoria. un calendario della crescita per l’italia".

"L'avvento del digitale infatti ha cambiato il modo di fare economia. Molte aziende digitali pagano pochissime tasse a differenza di molte imprese tradizionali. Questo situazione va affrontata guardando al futuro e alle diverse tipologie di imprese non solo per una questione di equità sui prelievi fiscali ma anche perché così il sistema di tassazione per garantire gettito all'erario non funzionerebbe. E' necessaria un'azione di programmazione e certezza fiscale, un calendario fiscale appunto, che porti si a ridurre le tasse ma anche ad affrontare quelle anomalie che per esempio si osservano nel settore del tabacco. Un mondo che produce lavoro e fa muovere l'economia e che necessita di maggiore certezza regolatoria, invece di favorire aziende e sistemi anche moderni ma che non pagano le tasse", continua.

Il professore Marco Spallone, vicedirettore CasMef-Luiss, precisa che "sia il settore dei giochi che quello dei tabacchi costituiscono un esempio di erraticità e improvvisazione degli interventi fiscali. I provvedimenti presi sotto la costante pressione dell'urgenza sono stati caratterizzati dalla mancanza di visione di lungo periodo e hanno messo a rischio la sostenibilità economica delle imprese, la sicurezza dei consumatori e la stabilità del gettito. Inoltre, la troppo ampia discrezionalità degli interventi ha sottoposto le istituzioni a pressioni costanti che sono risultate spesso in interventi non neutrali e, per questo, soggetti ad un aspro contenzioso. La necessità evidente è quella di una programmazione di medio-lungo periodo delle politiche fiscali, basata su analisi rigorose e condivise da tutti gli stakeholder, pubblici e privati".
LO STUDIO - "Nella politica economica italiana vige un vecchio adagio: quando lo Stato ha un bisogno di soldi, la cosa più semplice da fare è aumentare le accise su sigarette, benzina e giochi. Le accise hanno il grosso pregio di produrre gettito immediato, non occorre aspettare i tempi canonici delle scadenze che regolano il pagamento dell’Irpef, dell’Ires, o dell’Iva. I produttori alzano un po’ i prezzi, i consumatori protestano ma continueranno a fumare, andare in giro in auto e giocare", si legge nello studio.
Il senatore Gaetano Quagliariello sottolinea l’importanza del documento che è stato distribuito, un documento scientifico che fotografa come e quanto l’incertezza regolatoria e fiscale allontani gli investitori internazionali. “Un tema dirimente per il nostro Paese - spiega -  e che con la Fondazione Magna Carta si è voluto sviluppare anche attraverso una ricerca scientifica ad hoc, al fine di offrire ad esperti e rappresentanti politici un terreno utile su cui lavorare per riscrivere il futuro economico del nostro Paese. Quello del calendario fiscale è un impegno che dovremmo assumerci tutti nei confronti dei cittadini, un impegno che personalmente ho assunto anche in questa campagna elettorale”.
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