Politica
Il settore del gioco non può finanziare lo spettacolo. L'idea promossa dalla Commissione Cultura della Camera attraverso il disegno di legge che prevede la riforma dello spettacolo dal vivo attingendo risorse dal settore del gioco pubblico, non trova il consenso della Commissione Finanze, chiamata ad esprimere il proprio parere in seguito alla prima approvazione ottenuta dalla proposta di legge nella prima lettura della Commissione cultura.
Quando il gioco fa spettacolo. O, meglio, contribuisce alla creazione degli spettacoli. Con il disegno di legge approvato dalla Commissione cultura della Camera questa settimana, prosegue l’iter burocratico della riforma sullo spettacolo dal vivo - proposta dal deputato del Pdl Gabriella Carlucci con il supporto della ‘collega’ in commissione Emilia De Biasi del Pd- che prevede la destinazione di una parte dei proventi del gioco pubblico al fondo Unico per lo Spettacolo.
Un regolamento nazionale del gioco responsabile. Questa l'idea dell'assessore di Empoli, Filippo Torrigiani (Pd) che si interroga sul tema del gioco e in particolare del gioco online, a suo dire poco controllato e in alcuni casi nocivo per gli utenti. "Da un'indagine condotta dall'Eurispes - afferma l'assessore - relativamente al gioco d'azzardo, emerge che a fine 2009 il volume del gioco clandestino e delle scommesse illegali si aggira intorno ai 23 miliardi di euro. Detta indagine conoscitiva, ci evidenzia altresì che il totale legale di scommesse per l'anno 2008 si attesta su 1,46 miliardi di euro; è pertanto evidente che il mercato sommerso delle scommesse rappresenta una realtà assai preoccupante.
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