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Sports Betting e Media: eSports, fenomeno su cui riflettere

  • Scritto da Ac

Il fenomeno degli eSports è ormai esploso, anche in Italia. Una disciplina in più anche per i bookmaker.

Un settore su cui scommettere. In tutti i sensi. Stiamo parlando degli eSports, ovvero, le competizioni tra videogiocatori che rappresentano, ormai, una disciplina sportiva a tutti gli effetti. Al punto da essere stati inseriti tra le discipline delle prossime Olimpiadi del 2022 diventando così, anche nel nostro paese, un settore di competenza del Coni. E, quindi, una nuova materia su cui scommettere. Ma a che punto siamo, nella Penisola con questo tipo di attività e che risvolti può avere nel settore del betting? E’ questa una delle domande che ci si è posti nel convegno “Sports Betting & Media” andato in scena ieri nella Social Media Week di Milano, al quale hanno partecipato vari esperti del settore delle scommesse sportive insieme al giornalista Massimo Caputi, capo redattore della sezione Sport del quotidiano Il Messaggero.

Secondo un esperto “allibratore” come Maurizio Ughi, Presidente di Obiettivo2016 e operatore di lunga data nel betting italiano: “Qualunque tipo di scommessa è ben accetta, per noi operatori, perché va a completare ed arricchire i nostri palinsesti e le opportunità offerte ai clienti”, spiega. “Quanto agli eSports, nello specifico, credo che possano essere però utili più che altro a livello di maketing e comunicazione e non tanto in termini di raccolta e, quindi, i business, essendo destinati a una nicchia”.
 
SCOMMESSE APERTE - In effetti, in Italia, nonostante il fenomeno degli eSports sia ormai partito, conquistando un vastissimo pubblico di videogiocatori, dal lato betting, nonostante anche questo tipo di attività sia già consentita e offerta da alcuni operatori (Snai, in primis), non sembra essere molto “gettonata”. Ma le ragioni sono varie. Prima su tutte, dicono gli esperti, per via del fatto che la nostra amministrazione abbia deciso di “Vietare” (o, comunque, non consentire) le scommesse su un determinato titolo che rappresenta un must per i giocatori di videogame ma che è stato respinto dal regolatori per ragioni “etiche”, per via di contenuti violenti ritenuti non appropriati da associare al gioco a vincita. Ma la timidezza del momento non deve portare a sottovalutare il fenomeno, avverte Lorenzo Caci, responsabile di SportRadar, il “cervellone” che si nasconde dietro ai bookmaker di tutto il mondo. “Se guardiamo i dati provenienti dagli altri mercati – spiega Caci – dobbiamo fare attenzione a non mettere in un angolo questo tipo di business perché esistono paesi in cui gli eSports rappresentano addirittura il terzo segmento di betting. Questo significa che dopo il calcio – che è notoriamente leader in gran parte dei mercati – e un secondo sport preferito dai giocati (che varia dal tennis al basket in base alle diverse realtà) ci sono i videogiochi. E ci sono quindi bookmaker che in determinati paesi stanno facendo fortuna con gli eSports”.
 
BOOKIE ITALIANI AL LAVORO - In Italia però siamo ancora ai primi passi: “Per quanto riguarda la nostra rete Better – spiega Gianfranco Allocca, Direttore del business online di Lottomatica – le scommesse sugli eSports non sono ancora partite anche se stiamo osservando il fenomeno con attenzione. Quello che emerge, tuttavia, è di un segmento che stenta a partire nel nostro paese come del resto è accaduto e sta accadendo con i Fantasy Sports, attorno ai quali c’erano previsioni altrettanto rosee che però al momento non vengono rispettate. Si tratta comunque di settori da tenere in considerazione anche per via del fatto che potrebbero esplodere in seguito a una maggiore attenzione dedicata dai media su questo tema”.
 
IL PUNTO DI VISTA DEI MEDIA - E a proposito di media – il cui rapporto con i bookmaker era proprio al centro del dibattito della Social Media Week – Caputi esprime il suo punto di vista da giornalista sportivo, rispetto a un tema che conosce e che guarda con curiosità: “Credo che questo tipo di competizioni rappresentino una realtà interessante e da tenere sotto osservazione anche perché sono destinati sempre di più a far parlare di sé. Già oggi i numeri sono impressionanti e trattandosi di competizioni e quindi di sport, il rapporto con il mondo delle scommesse sembra naturale e, quindi, inevitabile”. E chissà che non sia proprio la notizia del debutto alle prossime Olimpiadi del 2022 a stimolare il mercato. Per i bookmaker, è il caso di dirlo, potrebbe essere una scommessa sul proprio futuro. Mentre per i media potrebbe trattarsi di una nuova materia da seguire: Espn ha creato un canale televisivo ad hoc dedicato agli eSports e a quanto pare anche Mediaset e Sky ci starebbero pensando. Lo stesso vale per la Social Media Week, che come incubatore di tecnologie e nuove tendenze, dopo aver sfiorato il tema dell’edizione milanese, potrebbe esplorarlo e approfondirlo in quelle successive, magari già con quella capitolina in programma dall’11 al 15 settembre.
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