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Ughi (Obiettivo 2016): 'Bando scommesse, Stato faccia presto'

  • Scritto da Ca

Maurizio Ughi (Obiettivo 2016) parla del nuovo bando al convegno "Scommesse sportive: verso la nuova rete" organizzato da Gioco News a Enada Roma.


Roma - Capire quali sono le esigenze e le necessità del betting. È questo l'obiettivo del convegno di oggi, 17 ottobre, "Scommesse sportive: verso la nuova rete", ad Enada Roma, come sottolinea il direttore di Gioco News, Alessio Crisantemi, aprendo il dibattito.


"Aspetto a chiamare il nome con obiettivo raggiunto. Per adesso si può parlare solo delle reti esistenti non di quella nuova che ci sembra ancora lontana. Ci siamo chiamati Obiettivo 2016 perché dovevo rinnovare il settore in quell’anno.
L’accordo Stato-Regioni secondo noi (30 aprile 2016) non doveva impedire l’emanazione del bando che doveva essere fatto nel maggio 2016.
Ora il mercato è dominato dai concessionari esistenti e questo vizio somiglia a quello di qualche anno fa che diede spazio alle sentenze che hanno dato campo libera agli operatori transfrontalieri", sottolinea Maurizio Ughi di Obiettivo 2016, ricordando anche che "nel 2015 doveva essere emanato il codice dei giochi, ma anche quello non è stato fatto. Perché tutto deve sempre finire sulle spalle dei concessionari se lo Stato non ha fatto la sua parte? E in più aumenta le tasse e se la risposta al problema è fare ricorsi, beh i ricorsi pagano. I punti gioco avranno sempre più difficoltà a sopravvivere".

 

"Si parla di una proroga di un anno e si parla di proroga onerosa. Capisco che per i concessionari sia una pacchia ma le regole europee non dicono questo. Poi ci si regolerà di conseguenza.
In proroga non si dovrebbero fare modifiche e investimenti ma si può fare cassetto ma per chi vuole entrare nel mercato non è giusto. Proroghe di fatto non di diritto e non positive. I piccoli gestori soffrono perché la filiera aumenta e soffre e c’è chi perde più di quanto ricava. La gara deve pensare a risolvere tutto ma se non viene emanata a breve lo Stato compie un altro atto illegittimo e tutto può essere impugnato con successo presso l’Ue. Spero che nella prossima legge di Bilancio non ci sia l’ipotesi di una proroga. Lo Stato è un regolatore concedente ma se non lo fa non riesce a regolare. Il tetto dei 10mila punti potrebbe essere adeguato alle densità delle popolazioni regionali. Forse sarebbe meglio fare una gara per selezionare le concessionarie come per il settore slot. Ma se ogni azienda può comprare un punto ma non è autonomo perché deve avvalersi di un terzo soggetto per attaccarsi al totalizzatore nazionale. Altrimenti la gara va fatta per aggregazioni", conclude Ughi.
 

Secondo i dati forniti da Adm sono 13.500 i punti scommesse ad oggi tra agenzie e corner.
 
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