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Le scommesse punta di diamante nell'innovazione del gaming

  • Scritto da Sara Michelucci

Energica spinta all'innovazione per il mondo del gaming, secondo il professore Roberto Ruggieri. La punta di diamante? Le scommesse.

Anche il mondo del gioco non può prescindere dall'innovazione, che sia tecnologica o di altra natura. Nell'industria in generale l'avanzamento tecnologico che peso ha? Lo abbiamo chiesto al professore Roberto Ruggieri, docente di Innovazione Tecnologica dei Prodotti e dei Processi a la Sapienza di Roma. “L'innovazione tecnologica nell’industria ha ormai un peso straordinario ed è diventata fattore determinante del successo competitivo dell’impresa. Possiamo dire che è un imperativo strategico per il management, fondamentale per mantenere e acquisire posizioni di leadership nel mercato. Inoltre incrementa la crescita economica, offre opportunità straordinarie di sviluppo, è un potente mezzo di differenziazione competitiva dell’offerta e consente di penetrare in nuovi mercati facendo raggiungere maggiori margini di profitto. L’intensità di ricerca e sviluppo, misurata dalla percentuale di investimenti in ricerca e sviluppo sui ricavi totali varia a seconda del settore industriale, andando da circa il 3 percento del settore chimico a circa il 14 percento del settore farmaceutico”.

Il settore del gioco a suo avviso è un potenziale catalizzatore di innovazione tecnologica e ci sono a suo avviso alcuni segmenti di questo comparto che lo sono di più (scommesse, lotterie, apparecchi da gioco)? Partiamo dal presupposto che il gioco legale in Italia è fortemente regolamentato e quasi tutte le innovazioni tecnologiche devono essere sottoposte a specifica autorizzazione. Ciò nonostante la capacità innovativa che favorisce nuove modalità di fruizione dei prodotti costituisce un asset competitivo (penso soprattutto alla gestione dell’online). Gli ambiti sui quali la tecnologia agisce maggiormente da catalizzatore e agirà ancor più in futuro sono il miglioramento della qualità dell’esperienza di gioco, grazie a forme di personalizzazione abilitate da tecnologie quali realtà virtuale, intelligenza artificiale e big data, e la tutela del consumatore, che porta però con sé aspetti di non facile soluzione legati alla privacy. Ciò potrebbe consentire l’ingresso nel settore di nuovi competitors con modelli di business innovativi. Sicuramente, e questo vale per tutti i segmenti del comparto, stiamo assistendo a un miglioramento diffuso delle esperienze di consumo da parte dei giocatori: la tecnologia, ad esempio, rende i consumatori protagonisti nella relazione con i fornitori di gioco, consentendo loro di fornire feedback che permettono di adattare l’offerta alle preferenze specifiche del giocatore, così da rendere l’esperienza di gioco personalizzata e pertanto più vicina all’interesse per il fruitore”.
Conosce casi specifici nel settore del gioco che possono essere un buon esempio in tal senso? In generale, l'intero settore negli ultimi tempi ha ricevuto un'energica spinta all'innovazione tecnologica ma, in particolare, è quello delle scommesse a rappresentare la punta di diamante in termini di utilizzo di nuove tecnologie. Ad esempio, è in atto una sorta di rivoluzione sulla concezione delle sale, destinate sempre di più a diventare luoghi altamente tecnologici, nei quali il cliente interagisce con il punto vendita utilizzando il proprio smartphone o il proprio tablet. Prenotare le scommesse, controllare lo status dei ticket giocati, leggere informazioni e studiare statistiche: attraverso apposite App, è tutto è a portata di device. Di certo l’orientamento è quello della multicanalità, il raggiungimento di una perfetta integrazione tra offerta online e retail. Una modalità in cui le nuove tecnologie riescono a incidere sulle esperienze di gioco da parte dei consumatori è anche l’utilizzo dei big data, che consente, ad esempio, di tenere conto delle preferenze e degli interessi dei giocatori, ai quali vengono proposti giochi che richiamano le loro passioni. Raccogliendo dati sulle scelte compiute dal giocatore durante un certo periodo di tempo, e analizzando tali dati, con il ricorso all’intelligenza artificiale, è possibile proporre al consumatore i giochi scelti più di frequente oltre che invitarlo a sperimentare nuovi giochi che, sulla base di quanto osservato, potrebbero incontrare il suo interesse”.
Il settore può richiamare anche nuovi occupati, magari proprio esperti in tecnologia? Assolutamente sì, non ho a disposizione statistiche in merito, ma si presuppone che un aumento e uno sviluppo della tecnologia richiami anche nuovo impiego e nuovi posti di lavori per addetti specializzati nel campo dell’Information e Communication Technology”.
Realtà virtuale, intelligenza artificiale, mobile e altro ancora: ritiene che il gioco sia un settore idoneo per innovazioni pionieristiche? Lei ha giustamente elencato le principali nuove tecnologie che avranno un impatto maggiore in futuro sulla vita degli individui; a queste aggiungerei, proprio per l’aiuto che potrebbero dare alla crescita del settore, la realtà aumentata, l’internet delle cose e i big data. In generale, il settore rappresenta un potenziale cantiere di innovazioni, e le aziende investono fortemente in questo senso. Nonostante il mercato italiano sia sottoposto a una rigida regolamentazione che inevitabilmente ne rallenta l’evoluzione rispetto ad altri paesi europei, negli ultimi anni è stato teatro di esempi di soluzioni interessanti. Penso alla tecnologia applicata ai sistemi di pagamento, o all’evoluzione dell’offerta di gioco legata a eventi virtuali, o ancora alla possibilità di scommettere sugli eventi sportivi di ultima generazione, come gli eSports, i campionati di videogamer professionisti. Penserei anche all’utilizzo della realtà virtuale e aumentata, che rende l’esperienza di gioco 'immersiva' e pertanto più ingaggiante. Il giocatore viene trasportato in un mondo diverso da quello reale, nel quale può creare un’immagine di sé più vicina ai suoi desideri e alle sue aspettative, riuscendo pertanto a trarre forte soddisfazione dal gioco. Non dimentichiamoci poi che lo sviluppo di nuove soluzioni non riguarda solo i prodotti offerti: più tecnologia significa anche maggiore tutela per i giocatori, possibilità di controlli più rigorosi, grazie alla maggiore efficienza per tutti gli attori coinvolti nella filiera, regolatori, operatori e utenti finali. Per contro, collegato all’utilizzo dei big data, non dobbiamo tralasciare che il diffondersi della tecnologia nel settore dei giochi pone delle questioni inerenti alla tutela dei consumatori, in particolare per quanto riguarda la gestione dei loro dati sensibili che vengono raccolti nel momento stesso in cui si decide di accedere al gioco per poi essere sistematizzati e analizzati”.
Quanto conta lo sviluppo tecnologico per la crescita di un Paese e come si classifica l'Italia sotto questo fronte? La diffusione di tecnologie ed innovazione all'interno di un Paese è uno dei principali elementi di valutazione per la predisposizione di indici di competitività. Ricordiamo che la competitività di un paese si manifesta essenzialmente nella posizione che esso ha nel commercio internazionale e nel miglioramento del benessere dei propri cittadini sul piano dell’occupazione e della ricchezza economica (reddito disponibile pro‐capite). Ragion per cui lo sviluppo tecnologico per la crescita di un Paese garantisce di norma effetti quasi sempre positivi: consente ai consumatori l’accesso a un’ampia gamma di beni e servizi, ha effetti benefici sul Prodotto Interno Lordo. L’innovazione, intesa come l’introduzione di nuovi prodotti o di processi e metodi più efficienti, rappresenta la chiave di volta per sostenere la produttività e il miglioramento del tenore di vita. In Italia le imprese investono poco in innovazione e la maggior parte delle risorse finanziarie per la ricerca proviene da fonte pubblica. L’Italia ha accumulato nel corso dell’ultimo decennio un divario significativo in termini di innovazione e crescita rispetto alla maggior parte dei suoi partner. Per fare un piccolo esempio, secondo lo European Innovation Scoreboard (Eis),l’indice creato dall’Unione Europea per misurare il livello d’innovazione, l’Italia, globalmente, appare in leggera regressione con performance inferiori ai Paesi di riferimento per dimensione e Pil (come Francia, Spagna, Germania e Uk) ed è solo 23esima nella graduatoria finale. Come punteggio complessivo l’Italia è nel gruppo mediano degli 'innovatori moderati', molto dietro la media europea e i gruppi dei 'forti innovatori' (in cui compare la Francia) e dei 'leader', in cui troviamo Svizzera,Svezia, Danimarca, Finlandia, Paesi Bassi, Regno Unito e Germania”.
 
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