La sensazione degli addetti ai lavori è che la pregiudiziale posta dalla Fisascat-Cisl in merito alla partecipazione dei sindacati autonomi al tavolo di trattativa voluto da Federgioco per discutere della stesura di un contratto collettino nazionale di lavoro, se anche non fosse già caduta, è destinata a farlo in tempi brevi. Anche se a far tornare il sereno sulle relazioni sindacali intercorrenti tra la triplice e gli autonomi è la tempesta scatenata dal disegno di legge Brambilla, che minaccia una pioggia di problemi assai maggiori delle diatribe interne ai sindacati di categoria.
Fatto sta che a fine febbraio si potrebbe finalmente avviare il tavolo della trattativa, unitaria, che la federazione aderente alla Fipe-Confcommercio e che raccoglie i quattro casinò italiani vuole per giungere alla stesura di un contratto nazionale per i 2.275 dipendenti delle case da gioco tricolori. Un contratto che assume un significato sindacale ma anche politico, e che rappresenterebbe un forte segnale di unità per un settore che ora dovrà vedersela con le sfide (certissime) rappresentate dalle videolottery e dai casinò online, e con quelle meno certe ma comunque 'targate' governo che consistono nell'apertura di altri quaranta casinò in Italia.
Dopo il rinvio della scorso 26 gennaio, Federgico aveva fissato un incontro per il prossimo 11 febbraio, per discutere il da farsi, soprattutto per quanto riguarda l'atteggiamento da tenere nei confronti delle richieste avanzate dalla Fisascat-Cisl di escludere, di fatto, i sindacati autonomi dal tavolo della trattativa. L'incontro è slittato al giorno 12, quando ci si incontrerà a Saint Vincent, he giorno, ma la situazione non è per nulla in stand by. Slc-Cgil e Uilcom-Uil, per esempio, hanno già mandato a Federgioco le proprie osservazioni alla bozza di protocollo d'intesa che la federazione aveva redatto e sottoposto all'attenzione dei sindacati. Lo hanno fatto in maniera unitaria, così come si sono affidati a un comunicato stampa congiunto per esprimere la loro preoccupata posizione sul disegno di legge Brambilla. Ma Fabio Benigni, della segreteria nazionale della Uilcom-Uil, assicura che non c'è nessun intento di escludere la Fisascat-Cisl, o di autoesclusione da parte dell'assente: "L'unico motivo per cui l'abbiamo mandata congiuntamente è che Slc e Uilcom rappresentano i lavoratori dello spettacolo e della comunicazione, mentre la Fisascat rappresenta quelli del commercio, dunque ci capita più frequentemente di avere rapporti e di sedere agli stessi tavoli di trattativa". In casa Cisl, infatti, è la Fistel a rappresentare i lavoratori nel settore dello spettacolo, ma decisioni interne al sindacato hanno portato alla decisione di 'affidare' alla Fisascat la rappresentanza degli interessi dei croupier italiani.
Fatto sta che venerdì Federgioco analizzerà le osservazioni di Slc-Cgil e Uilcom-Uil, ma anche quelle, che dovrebbero essere in arrivo, provenienti da Ugl, Savt, e probabilmente anche dallo Snalc.
Dopodiché sarà inviato un nuovo documento, unitamente alla convocazione dell'incontro, che potrebbe essere fissato, già a fine mese, sempre a Milano.
"Siamo in attesa di novità da parte di Federgioco - afferma Silvano Conti, coordinatore nazionale dell'Slc-Cgil - e ci auguriamo che possa avviarsi un percorso celere e conclusivo".
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Lunedì 08 Febbraio 2010
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