“Siamo francamente sconcertati di come (Luca ndr) Frigerio, in qualità di rappresentante pro tempore di Federgioco, possa, un giorno esprimere pubblicamente ‘apprezzamento per la disponibilità al confronto che è emersa dal Coordinamento nazionale unitario CGIL-CISL-UIL delle Case da Gioco…” e il giorno successivo escludere il sindacato confederale da un incontro importante e delicato come quello tenutosi a Roma”.
È quanto esprimono in una nota congiunta il segretari regionali valdostani della Cgil Domenico Falcomatà e dell’Slc-Cgil Vilma Gaillard, secondo i quali “c’è da chiedersi, inoltre, le ragioni della non partecipazione dei Parlamentari e dei Sindacati delle altre Regioni dove sono presenti i tre altri Casinò”. Come noto, all’incontro romano erano presenti, per ciò che riguarda la parte sindacale, il segretario valdostano del Savt Claudio Albertinelli e il segretario nazionale dello Snalc Luciano Vendrame. “Federgioco rappresenta gli interessi di tutte le case da gioco o solo quelli di Saint Vincent? Probabilmente siamo noi a pensare male e, semplicemente, gli altri Parlamentari e le organizzazioni sindacali liguri, lombarde e venete avevano tanti e tali inderogabili impegni da non poter essere presenti a Roma. Rispetto poi agli inviti di qualche sindacato locale che vorrebbe avere la primogenitura su queste problematiche, diciamo, francamente, che abbiamo l’autorevolezza, la rappresentanza di poter fare a meno delle reprimende e se fosse necessario, di poter parlare di questi temi in completa autonomia con qualsiasi interlocutore. Per ciò che riguarda le relazioni con Cgil, Cisl e Uil, con quest’ultimo episodio, si è consumato per totale (ir)responsabilità dell’amministratore unico, uno strappo che lacera profondamente i rapporti tra le parti. Premesso che consideriamo positivo che i nostri Parlamentari e Federgioco portino delle giuste rivendicazioni ai massimi vertici del Governo, a tutela delle case da gioco, sul metodo abbiamo molto da eccepire”.
Secondo i due sindacalisti l’amministratore unico del Casinò di Saint Vincent “continua ad alimentare la divisione sindacale, riportando in auge rapporti privilegiati con due sindacati che pensavamo abbandonati. Ritiene davvero Frigerio di poter gestire la gravissima situazione di crisi solo con due sindacati, dei sei presenti in azienda, escludendo pure le rappresentanze interne da qualsiasi dibattito?”.
Gaillard e Falcomatà esprimono delle valutazioni preoccupate anche sull’andamento specifico della Casa da gioco valdostana: “Non sono bastati i cospicui aiuti della Regione e non basterà al Casinò completare gli investimenti (alberghieri e dei reparti di gioco) nei tempi previsti, se nel contempo non si è capaci di attrarre clientela con politiche commerciali efficaci, andando a misurarne il ritorno in termini d’ingressi e introiti. Oggi siamo sull’orlo del baratro e molti lavoratori cominciano a preoccuparsi seriamente del loro futuro occupazionale. Tanto che si rincorrono sempre di più le voci di un’imminente e ripetuta procedura di espulsione di personale. Inutile, poi, citare i 10 milioni persi tra luglio 2011 e luglio 2012, già ampiamente noto. Com’è altrettanto superfluo far notare come

















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