Un’assemblea per illustrare i motivi che hanno spinto l’Slc-Cgil a non siglare gli accordi, sottoscritti invece dagli altri sindacati, relativi alla morbilità e gli incentivi all’esodo al Casinò di Sanremo, oltre che per fare il punto sul contratto aziendale di lavoro, di cui si è ultimato l’esame degli articoli sulla parte normativa. È quanto indetto per domani pomeriggio dal sindacato di categoria, che ha invitato anche le altre organizzazioni sindacali: un incontro per illustrare quanto fatto nei mesi passati “e per chiedere ai lavoratori a esprimersi in proposito”, sottolinea il segretario provinciale Paolo Marengo.
Certo è che il sindacato ha già tracciato in una nota la sua posizione su diversi aspetti, prendendo le distanze sugli ultimi due accordi sindacati. Quello per contrastare il fenomeno dell’assenteismo è a giudizio del consiglio direttivo dell’Slc-Cgil “assolutamente inefficace in quanto non andrà a risolvere il problema nell'unica area dove si evidenziano anomale percentuali di malattia, mentre colpirà in modo orizzontale tutti i lavoratori dell'Azienda. Ci pare improponibile che si vogliano penalizzare tutti i lavoratori sulla paga giornaliera e ad alcuni si lasci immutata la parte relativa alle mance. Avevamo dato disponibilità a colpire in maniera mirata attraverso una specifica Commissione gli eventuali abusi, ma siamo contrari a cancellare un diritto conquistato da oltre 40 anni dai lavoratori”.
Quanto all’accordo sull'incentivo all'esodo, rispetto al quale il sindacato di categoria ha ritenuto, dopo attenta valutazione sullo stato di crisi aziendale, di revocare la propria adesione, “doveva salvaguardare i diritti di tutti i lavoratori, prevedendo un utilizzo mirato delle risorse che arriveranno dalla ricapitalizzazione. L'accantonamento aziendale straordinario, anziché prevedere come in passato ‘regalie’ ormai anacronistiche, anche alla luce della L. 92 del 28.06.12 (riforma del lavoro Fornero), dovrebbe essere utilizzato come ‘ammortizzatore sociale’ e intervenire per il sostegno al reddito, all'occupazione e alla riqualificazione del personale. Anziché dare incentivi a chi ha la possibilità di andare in quiescenza, deve essere indirizzato a quei lavoratori che ancora devono raggiungere i requisiti minimi, per garantirgli un sussidio in attesa della pensione”.
Critiche anche all’accordo sulla riorganizzazione delle sale da gioco del dicembre 2010, che a dire dell’Slc anziché portare ad aumento di produttività, razionalizzazione dei servizi e delle risorse interne dirette a migliorare i servizi alla clientela, si è semplicemente risolto nel riconoscimento di prebende economiche con ingente aggravio dei costi aziendali senza una effettiva ricaduta produttiva. Dopo aver ritenuto ‘alquanto deficitaria’ e ‘sulla falsariga iniziata dal precedente cda) la gestione del personale, il sindacato esprime forte contrarietà “rispetto alle dichiarazioni rilasciate nei giorni scorsi dal presidente Di Meco agli organi di stampa, il quale, riferendosi alla pressante e perdurante crisi aziendale, anziché esprimere una critica nei confronti del suo management, individua nel personale la causa di ciò, prevedendo un esubero di circa 100 dipendenti e un ulteriore ridimensionamento dei giochi francesi (costi eccessivi rispetto ai ricavi) e l'attivazione di contratti di solidarietà con diminuzione degli stipendi del 30-40%. Vorremmo ricordare a tutti che i contratti di solidarietà sono normati per legge e che, a fronte della diminuzione di stipendio, corrisponde una diminuzione delle ore lavorate. Inoltre, cosa fondamentale, ricordiamo che per l'attivazione di questo strumento, occorre l'approvazione da parte della maggioranza dei dipendenti”.
















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