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Sale giochi della riviera Adriatica senza ripresa: meno 15% di incassi, Sapar “Tutelare aziende”

  • Scritto da Redazione

Da Cattolica a Lignano Sabbiadoro, l'estate della riviera del Veneto, del Friuli e della costa romagnola non si scalda e per le sale giochi più belle d'Italia il bilancio è con il segno meno: rispetto allo stesso periodo del 2013, infatti, il calo degli incassi medio è del 15 per cento, secondo le rilevazioni dell'Associazione Nazionale Sapar (Sezione Apparecchi per le Pubbliche Attrazioni Ricreative), che riunisce sotto la sua sigla circa 1.500 tra gestori, produttori e rivenditori di apparecchi di intrattenimento in tutta Italia.

Il quadro tracciato dagli imprenditori del settore è preoccupante: maltempo, diminuzione della presenza e del tempo di soggiorno delle famiglie, uniti ai problemi irrisolti della categoria, rendono la strada della ripresa più impervia. Fino a poche settimane fa però i segnali erano stati incoraggianti in località balneari del Veneto e del Friuli come Jesolo, Eraclea, Caorle, Bibione e Lignano. Lo testimonia Claudio Dalla Pria del Gruppo Dalla Pria: “Fino al 10 giugno la stagione è stata in linea con il 2013, probabilmente perché la Pasqua è arrivata tardi. Nelle ultime settimane invece abbiamo registrato un calo degli incassi e fronteggiare i costi fissi è più dura”. Nella parte centrale della settimana la flessione è ancora più evidente: “Ho notato - continua Dalla Pria - che si lavora sempre meno in giorni come martedì e mercoledì, mentre il volume degli incassi aumenta costantemente nei weekend: questo probabilmente accade perché le famiglie preferiscono soggiorni che durano lo spazio di un fine settimana rispetto ai tradizionali sei o sette giorni”.

 

È d'accordo Andrea Lo Massaro dell'azienda Service Game Caorle: “Nel 2013 avevamo assistito a una piccola ripresa che faceva ben sperare, invece quest'anno la stagione estiva non riesce a decollare. Calano anche i turisti tedeschi. Il clima sicuramente non è stato clemente con le attività stagionali poi la congiuntura economica e le difficoltà che il settore incontra nel cercare di rinnovarsi hanno aggravato la situazione: basti pensare ai costi e ai tempi di omologa che rendono difficile l'inserimento di nuovi macchinari”.

Anche Tiziano Tredese della società Elmac, attiva dalle località della riviera romagnola fino a quelle del nord di Venezia, registra il calo delle entrate: “Passati Pasqua e i tradizionali ponti sfruttati per le vacanze dai turisti tedeschi, c'è stato il cambiamento e la diminuzione degli incassi. Quali giochi stanno reggendo il colpo? Sicuramente la Mistral, una delle cosiddette pusher redemption. Poi buoni riscontri stiamo avendo da macchine presentate nel 2013 come Dizzy Chicken”.

Le nuove difficoltà mettono a dura prova un settore che in questo territorio rappresenta una storica e preziosa risorsa. “Le nuove difficoltà si aggiungono alle problematiche irrisolte del settore, aggravandole. Solo nella zona dell'alto Adriatico operano 56 aziende nostre associate, che direttamente o indirettamente contribuiscono a creare circa 500 posti di lavoro: sono una risorsa per il territorio che va tutelata”, dichiara Corrado Luca Bianca, segretario nazionale Sapar.

 

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