skin

Eag Expo: lo spettacolo dell’intrattenimento deve continuare

12 gennaio 2016 - 08:44

Prende il via a Londra l’Eag International Expo, la fiera dedicata al settore del puro intrattenimento che non conosce crisi.  

Scritto da Alessio Crisantemi
Eag Expo: lo spettacolo dell’intrattenimento deve continuare

Londra - E ora tocca all’amusement. Prende il via oggi, 12 gennaio, all’Excel di Londra, l’edizione 2016 di Eag International, la fiera internazionale dedicata al settore del puro intrattenimento che propone tre giorni di spettacolo, tra nuovi giochi, attrazioni e una serie di approfondimenti per gli addetti ai lavori. Da un paio di anni, inoltre, la fiera Eag ospita al suo interno anche la Visitor Attraction Expo (Vae): l’evento dei parchi da divertimento promosso British Association of Leisure Park Piers & Attrazioni (Balppa). Una seconda fiera che accompagna Eag nella stessa location e durante gli stessi giorni per ampliare l’offerta espositiva attraverso due segmenti perfettamente coerenti e in parte sovrapponibili.

 

 

Con oltre cento aziende complessivamente in mostra, in rappresentanza di oltre 180 brand dell’industria di riferimento, la kermesse dimostra ancora una volta la vitalità di un settore che è tutt’altro che superato, come in molti potrebbero pensare. Ma non è così. Certo non si può certo pensare al boom del videogame o del flipper degli anni ’80 e ’90, ma il mondo dell’amusement è ancora in grado di stare in piedi. E di stupire. Basta farsi un giro alla fiera londinese per capirlo, con una serie di attrazioni in grado di suscitare curiosità anche a chi non può definirsi un giocatore.

LA DICHIARAZIONE - Come spiega la responsabile dell’evento, Karen Cooke, in un’intervista concessa alla rivista Gioco News: “nonostante anche questo settore, come tutti, abbia risentito degli effetti della crisi economica diffusa, com’era inevitabile, negli ultimi due anni ci sono una serie di aziende dell’amusement che hanno visto incrementare radicalmente i propri guadagni. Per quanto ci riguarda possiamo però dire che la nostra fiera di è rivelata solida e resistente in questi anni”.

Ma ci sarà ancora un futuro per il settore dell’intrattenimento? Secondo Cooke “il mercato dei prodotti e servizi per l’intrattenimento è altamente dinamico ed appare evidente che le aziende che vogliono rimanere in piedi devo sapersi adeguare ai cambiamenti, proprio come il settore. Ma se pensiamo al lato della produzione dei giochi, possiamo notare che i produttori sono molto più preoccupati per il panorama politico e l’incertezza che regna in alcune giurisdizioni piuttosto che dell’esistenza di un mercato futuro”. Ed è proprio in questo scenario che entra in gioco l’Italia. E di certo non come esempio positivo, bensì come elemento critico.

Se il nostro paese è da sempre una triste eccezione in fatto di intrattenimento, essendo uno dei pochi a precludere le importazioni di alcune tipologie di giochi (come le redemption equipaggiate di video, o le stesse ticket redemption che sono state soltanto tollerate, negli ultimi anni, e mai definitivamente disciplinate per le attività di operazioni a premio per cui sono note in tutto il mondo) e a introdurre un serie di procedure tecniche e burocratiche che precedono la vendita di un gioco come non avviene da altre parti, in queste ultime settimane a preoccupare ancora di più gli addetti ai lavori è l’annunciata riforma del settore che potrebbe arrivare da un decreto tecnico dei Monopoli di Stato di prossima emanazione che - sulle ali dell’emergenza mediatica suscitata da un servizio televisivo che sollevava un polverone attorno alle redemption – promette di complicare ulteriormente la vita alle aziende che operano nel comparto. Rischiando di compromettere seriamente il futuro di questa attività nella Penisola, secondo più di qualcuno.

EUROMAT - Un problema che viene guardato con interesse anche dall’Europa, come spiega a Gioco News il presidente della Federazione Euromat, Eduardo Antoja: “Siamo di fronte a uno dei vari assurdi della regolamentazione italiana quando parliamo di amusement. In Spagna, Inghilterra, Germania e altri paesi, l'intrattenimento è fuori dalle regole del monopolio. Questi giochi sono liberi. Il problema vero, probabilmente, sta nel mercato dei giochi di seconda mano, che non tutti vorrebbero vedere 'liberalizzati', ma questo non ha senso. In Spagna avevamo una situazione simile e alcuni distributori sono andati in tribunale, ottenendo il risultato favorevole che oggi in tutte le 17 giurisdizioni spagnole il gioco da intrattenimento è fuori dalle attività che sono riserva di Stato, come i giochi a vincita. Lo stesso percorso si dovrebbe fare in Italia. Euromat ha garantito il proprio supporto all'associazione Sapar, che rappresenta gli operatori di questo mercato. Serve una legge che escluda il gioco dal monopoli perché se il gioco di azzardo è escluso espressamente dalla direttiva servizi, il gioco di puro intrattenimento è invece compreso. Questo significa - e deve significare - che il settore è libero. Invece, in Italia, è stato escluso insieme all'azzardo. Ed è quindi il governo italiano che deve intervenire, recependo e attuando la Direttiva comunitaria”.

 

Altri articoli su

Articoli correlati