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Capello (Luiss Enlabs): 'Gioco, settore ad alto potenziale'

  • Scritto da Amr

Per Luigi Capello, Ad di LVenture Group e fondatore di Luiss Enlabs, il gaming è un settore di interesse per le start up e attira investitori stranieri in Italia.

Si fa presto a dire nuova impresa. Ma quando si tratta di “metterla su”, di aver l'idea vincente per costituirla, il gioco può essere una opzione vincente. Ne è convinto Luigi Capello, amministratore delegato di Lventure Group e fondatore di Luiss Enlabs, che inizia la sua analisi partendo dalla constatazione di come, nel corso della legislatura appena terminata, in diverse occasioni il premier Paolo Gentiloni e il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan abbiano evidenziato i segnali di ripresa economica.

 

Condivide l'opinione che l'Italia sta superando la crisi e che si sta risvegliando anche l'iniziativa imprenditoriale?
“È un’opinione che sicuramente condivido e sono i più recenti dati occupazionali a confermarcelo. C’è sicuramente ancora tanto da fare, ma rispetto agli anni più neri della crisi economica ora abbiamo cominciato ad avvertire un’inversione di tendenza. Per noi il lavoro quotidiano con LVenture Group e Luiss Enlabs è un po’ la cartina tornasole per misurare quanto diciamo: c’è un grande fermento nella cultura d’impresa, nell’accogliere il cambiamento con un atteggiamento positivo e i nostri giovani sono pieni di idee valide da sostenere e mettere in pratica; anche parlando più nello specifico a livello occupazionale, fino ad oggi, abbiamo generato complessivamente più di 1.000 posti di lavoro ed è un risultato che ci rende davvero orgogliosi”.
 
 
In questo contesto, il gaming è un settore che interessa o che può interessare le start up?
“Quello del gaming è un settore vivace, in continuo fermento e rappresenta un’importante fonte di opportunità anche e soprattutto per la nostra crescita economica. Guardando al panorama internazionale, vediamo i Paesi del Nord Europa come la Finlandia che, con molta lungimiranza, stanno facendo di questo settore il motore della loro economia. Ci sono grandissime possibilità anche per noi, dobbiamo accogliere le potenzialità del settore e capire come sfruttarle al meglio, così anche da inserirci nello scenario internazionale. Insieme a LVenture Group e Luiss Enlabs, in questi anni abbiamo visto crescere giovani imprese del settore, che ci hanno regalato la soddisfazione di risultati importanti: Gamepix, aggregatore e distributore di videogiochi realizzati in linguaggi Html, Nextwin, social game di pronostici sportivi, e Interactive Project, sviluppa e distribuisce videogiochi online, soprattutto di racing. In particolare quest’ultima, una delle prime startup ad entrare nel nostro portfolio, è stata notata per le sue potenzialità da Motorsport.com, che l’anno scorso ha deciso di acquisire una partecipazione di maggioranza della startup, facendone il suo centro di sviluppi videogiochi”.
 
 
Quali sono i settori del gaming che hanno le maggiori potenzialità di svilupparsi e di creare dunque occupazione?
“Direi prima di tutto il settore del videogame, soprattutto qui nel Lazio e non dimentichiamoci che Roma ha il secondo polo più importante per numero di aziende e fatturato. A livello nazionale, parliamo di un giro d’affari complessivo di quasi un miliardo di euro, un fatturato che, per il 2016, si è attestato sui 40 milioni di euro e sono più di 15 mila i professionisti coinvolti. In più, riprendendo i dati dello scorso anno, dell’Associazione Editori e Sviluppatori Videogiochi Italiani, sono aziende molto giovani: il 62 percento ha meno di tre anni di vita e l’età media degli imprenditori è di 33 anni.
 
 
Quale tipologia di lavoro crea il settore del gaming?
“È un settore che cerca e forma professionalità altamente specializzate, sia a livello di competenze tecnologiche che manageriali. Col gaming online stiamo assistendo ad un processo di trasformazione delle mansioni e delle competenze: alcune delle professioni più tradizionali, molto legate a luoghi fisici come le sale da gioco, si stanno trasformando nell’era del digitale per maturare in professioni online. Penso poi al 'dietro le quinte', a tutti coloro che lavorano al processo di realizzazione di prodotti ludici, a quei profili creativi fondamentali per la qualità del lavoro, dai grafici ai designer”.
 
 
Lanciando uno sguardo all'estero: ritenete che il settore del gioco sia un volano per lo sviluppo economico e imprenditoriale?
“Dal nostro punto di vista, dobbiamo capire come incoraggiare queste attività, come migliorarle e renderle effettivamente competitive sul mercato, tanto nazionale quanto internazionale. Inoltre direi che dobbiamo ragionare anche a livello formativo su cosa possiamo fare di più: sono nati tantissimi corsi di formazione, in questi ultimi anni, dedicati a sviluppatori, game designer etc.; dobbiamo incentivare questo trend per creare profili ancora più qualificati”.
 
 
L'Italia può essere appetibile per gli investitori esteri?
“Assolutamente sì e per noi il caso di Interactive Project ne è la dimostrazione. Ribadisco che è un settore davvero dalle grande potenzialità e che può trainare la nostra economia, dobbiamo crederci e lavorare con questo obiettivo”.
 
'impresa che nasce (non) per gioco
 
Luigi Capello, amministratore delegato di LVenture Group e fondatore di LUISS ENLABS, sottolinea come il gaming sia un settore di interesse per le start up e attiri investitori stranieri in Italia.
 
 
 
Si fa presto a dire nuova impresa. Ma quando si tratta di “metterla su”, di aver l'idea vincente per costituirla, il gioco può essere una opzione vincente. Ne è convinto Luigi Capello, amministratore delegato di Lventure Group e fondatore di Luiss Enlabs, che inizia la sua analisi partendo dalla constatazione di come, al termine della legislatura, in diverse occasioni il premier Paolo Gentiloni e il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan abbiano evidenziato i segnali di ripresa economica. Condivide l'opinione che l'Italia sta superando la crisi e che si sta risvegliando anche l'iniziativa imprenditoriale?
 
“È un’opinione che sicuramente condivido e sono i più recenti dati occupazionali a confermarcelo. C’è sicuramente ancora tanto da fare, ma rispetto agli anni più neri della crisi economica ora abbiamo cominciato ad avvertire un’inversione di tendenza. Per noi il lavoro quotidiano con LVenture Group e Luiss Enlabsè un po’ la cartina tornasole per misurare quanto diciamo: c’è un grande fermento nella cultura d’impresa, nell’accogliere il cambiamento con un atteggiamento positivo e i nostri giovani sono pieni di idee valide da sostenere e mettere in pratica; anche parlando più nello specifico a livello occupazionale, fino ad oggi, abbiamo generato complessivamente più di 1.000 posti di lavoro ed è un risultato che ci rende davvero orgogliosi”.
 
In questo contesto, il gaming è un settore che interessa o che può interessare le start up?
 
“Quello del gaming è un settore vivace, in continuo fermento e rappresenta un’importante fonte di opportunità anche e soprattutto per la nostra crescita economica. Guardando al panorama internazionale, vediamo i Paesi del Nord Europa come la Finlandia che, con molta lungimiranza, stanno facendo di questo settore il motore della loro economia. Ci sono grandissime possibilità anche per noi, dobbiamo accogliere le potenzialità del settore e capire come sfruttarle al meglio, così anche da inserirci nello scenario internazionale. Insieme a LVenture Group e Luiss Enlabs, in questi anni abbiamo visto crescere giovani imprese del settore, che ci hanno regalato la soddisfazione di risultati importanti: Gamepix, aggregatore e distributore di videogiochi realizzati in linguaggi Html, Nextwin, social game di pronostici sportivi, e Interactive Project, sviluppa e distribuisce videogiochi online, soprattutto di racing. In particolare quest’ultima, una delle prime startup ad entrare nel nostro portfolio, è stata notata per le sue potenzialità da Motorsport.com, che l’anno scorso ha deciso di acquisire una partecipazione di maggioranza della startup, facendone il suo centro di sviluppi videogiochi”.
 
Quali sono i settori del gaming che hanno le maggiori potenzialità di svilupparsi e di creare dunque occupazione?
 
“Direi prima di tutto il settore del videogame, soprattutto qui nel Lazio e non dimentichiamoci che Roma ha il secondo polo più importante per numero di aziende e fatturato. A livello nazionale, parliamo di un giro d’affari complessivo di quasi un miliardo di euro, un fatturato che, per il 2016, si è attestato sui 40 milioni di euro e sono più di 15 mila i professionisti coinvolti. In più, riprendendo i dati dello scorso anno, dell’Associazione Editori e Sviluppatori Videogiochi Italiani, sono aziende molto giovani: il 62 percento ha meno di tre anni di vita e l’età media degli imprenditori è di 33 anni”.
 
Quale tipologia di lavoro crea il settore del gaming?
 
“È un settore che cerca e forma professionalità altamente specializzate, sia a livello di competenze tecnologiche che manageriali. Col gaming online stiamo assistendo ad un processo di trasformazione delle mansioni e delle competenze: alcune delle professioni più tradizionali, molto legate a luoghi fisici come le sale da gioco, si stanno trasformando nell’era del digitale per maturare in professioni online. Penso poi al 'dietro le quinte', a tutti coloro che lavorano al processo di realizzazione di prodotti ludici, a quei profili creativi fondamentali per la qualità del lavoro, dai grafici ai designer”.
 
Lanciando uno sguardo all'estero: ritenete che il settore del gioco sia un volano per lo sviluppo economico e imprenditoriale?
 
“Dal nostro punto di vista, dobbiamo capire come incoraggiare queste attività, come migliorarle e renderle effettivamente competitive sul mercato, tanto nazionale quanto internazionale. Inoltre direi che dobbiamo ragionare anche a livello formativo su cosa possiamo fare di più: sono nati tantissimi corsi di formazione, in questi ultimi anni, dedicati a sviluppatori, game designer etc.; dobbiamo incentivare questo trend per creare profili ancora più qualificati”.
 
L'Italia può essere appetibile per gli investitori esteri?
 
“Assolutamente sì e per noi il caso di Interactive Project ne è la dimostrazione. Ribadisco che è un settore davvero dalle grande potenzialità e che può trainare la nostra economia, dobbiamo crederci e lavorare con questo obiettivo”.
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