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Spagna, in Parlamento una proposta per regolamentare gli eSport

  • Scritto da Claudio Poggi - Team Qlash

Il partito Ciudadanos ha registrato una proposta non legislativa sul modello francese: obiettivo, regolamentare gli eSport in Spagna.

 

Dopo un 2017 che ha sdoganato gli eSport a buona parte dell’opinione pubblica, il 2018 può essere davvero l’anno dell’esplosione della scena videoludica competitiva a livello planetario, anche là dove per il momento non ha ancora attecchito con decisione.

Parliamo in particolare di alcuni Paesi europei – Italia in primis – dove il fenomeno è ancora pressoché piuttosto sconosciuto. Intanto, qualche nazione si sta già muovendo.

CIUDADANOS IN SPAGNA – Seguendo l’esempio francese, la Spagna ha mosso i primi passi per regolamentare il settore degli eSport. Lo ha fatto tramite il partito Ciudadanos, che nei giorni scorsi ha registrato una proposta non legislativa al Congresso, per dare un contesto legale e regolamentato a team, aziende e giocatori.
L’intento di Ciudadanos è piuttosto chiaro: stabilire la scena eSport in Spagna e differenziarla dai mercati delle scommesse e del gioco d’azzardo online, onde evitare che agli eSport capiti ciò che, ai tempi, capitò al poker online, messo sullo stesso piano dei giochi da casinò e delle lotterie.
 
 
TRA APERTURE E CONTRASTI – Sebbene di recente il ministro per l’energia, il turismo e l’agenda digitale Alvaro Nadal abbia bloccato un fondo da 2 milioni di euro destinato a finanziare le aziende indipendenti di videogame, la Spagna sembra ben disposta nei confronti degli eSport.
Poco più di un anno fa, infatti, il governo spagnolo aveva benedetto la nascita della FEVeS, la Federazione Spagnola dei Video Game e degli esports, lanciata per unire un settore in costante crescita ed espansione. Basti pensare che, secondo uno studio di Newzoo, in Spagna sono 4,1 milioni i fan degli eSport, quasi il 10 percento dell’intera popolazione iberica: in nessun altro paese europeo sono così tanti.
 
 
FRANCIA PROMOSSA, ITALIA RIMANDATA – Come detto, la proposta spagnola di Ciudadanos richiama la legge francese introdotta nel 2016, che disciplina gli eSport sotto diversi punti di vista: regolamenta i contratti dei player, tratta i permessi di soggiorno e lavoro e in generale allinea gli esport agli sport tradizionali.
E l’Italia? Per il momento tutto tace, nonostante nel 2017 abbiamo assistito a parecchie manifestazioni di successo (su tutte la recente Milan Games Week) che hanno fatto conoscere l’eSport al grande pubblico. La speranza è che nel nostro Paese, per una volta, prevalga il buon senso e che gli eSport non facciano la fine della proposta di regolamentazione del poker live, ormai dispersa in chissà quale cassetto.

 

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